Altra vittima per il mal di montagna sull'Himalaya. Per le arrampicate commerciali sull'Everest la spesa è tra i 40mila e 90mila dollari
Dopo l'alpinista indiano Narayan Iyer colpito da malore sul Kanchenjunga che non è voluto tornare indietro perché vicino alla vetta si registra la seconda vittima della primavera sull'Everest. E' il russo Pavel Kostrikin

KATHMANDU. Un'altra vittima del mal di montagna, un altro alpinista che è rimasto ucciso dalla sua stessa passione, dalla voglia di raggiungere un risultato che va oltre l'esperienza ma che si traduce in un record ormai sempre più alla portata di tutti, basta pagare, ma pur sempre un record. Dopo la morte dell’alpinista indiano Narayan Iyer colpito da malore sul Kanchenjunga a poche centinaia di metri dalla vetta che con i suoi 8586 metri è la terza più alta della Terra negli scorsi morti c'è stata la seconda vittima della stagione primaverile sull'Everest.
Si tratta dello scalatore russo Pavel Kostrikin. L'uomo, 55 anni, è morto al C1 a un'altitudine di circa 6.000 metri durante l'acclimatamento al C2 per raggiungere poi la vetta più alta del mondo che raggiunge gli 8.848 metri. A ucciderlo il mal di montagna che, come è noto, si palesa prima con vertigini, stordimento, irritabilità, nausea o vomito e, in contesti estremi come questo, un cambio totale della respirazione che si fa sempre più superficiale e affannosa. A quel punto, senza cure e interventi immediati il rischio è che sopraggiungano degli edema polmonari o celebrali che possono rivelarsi fatali. Kostrikin è stato portato più in basso, ma ormai non c'era più niente da fare.
Il Kathmandu Post spiega che i funzionari dell'alpinismo hanno detto che l'arrampicata commerciale inizierà a partire da lunedì, a seconda del tempo. Il dipartimento ha finora rilasciato 316 permessi per scalare l'Everest per questa primavera che durerà fino a fine maggio, prima che il monsone cambi il clima nel Paese. L'anno scorso, il Nepal ha rilasciato il numero record di 408 permessi a scalatori diversi. Gli operatori hanno anche aggiunto che la riduzione del numero di scalatori cinesi e la guerra russo-ucraina hanno ridotto il numero di richieste di scalare l'Everest quest'anno.
Il russo è la seconda vittima sull'Everest dopo la morte, il 14 aprile, di Ngimi Tenji Sherpa avvenuta vicino alla cascata di ghiaccio del Khumbu. Sherpa, che stava trasportando attrezzature al Campo II, ed è stato trovato morto in posizione seduta. ''Almeno 295 persone sono morte sull'Everest a partire dal 2021 - completa il Kathmandu Post -, 197 dal lato del Nepal, secondo l'Himalayan Database che archivia un registro completo di tutte le spedizioni. Quasi 7.000 alpinisti hanno scalato l'Everest dal lato del Nepal da quando Tenzing Norgay Sherpa e il neozelandese Edmund Percival Hillary hanno messo piede per la prima volta sulla cima più alta del mondo nel maggio 1953. Un permesso di scalata per l'Everest costa 11.000 dollari per gli stranieri. Ma gli scalatori finiscono per spendere tra i 40.000 e i 90.000 dollari per scalare la montagna''.












