Distrutto da una valanga nel 2014, rinasce il rifugio Petrarca all'Altissima in val Passiria: "Un'opera innovativa, green e a prova di calamità"
Ci sono voluti 6,20 milioni di euro e due anni di lavoro: oggi, finalmente, il rifugio Petrarca all'Altissima è pronto a ospitare nuovi clienti grazie all'intervento della Provincia di Bolzano che, a lavori completati, ne ha consegnato le chiavi alla famiglia Schwarz-Fontana, custodi del luogo da ben 33 anni

MOSO. Nel 2014 una valanga se l’era portato via: oggi, dopo due anni d’instancabile lavoro da parte della Provincia di Bolzano, nella stessa zona (Comune di Moso in val Passiria) e a 2875 metri d’altitudine, è risorto il rifugio Petrarca all’Altissima (Stettinerhütte). Posizionato tra le valli di Plan e di Fosse all’interno del Parco naturale Gruppo di Tessa, la nuova struttura ricettiva è tornata infatti in funzione dopo il disastro avvenuto nel febbraio di 8 anni fa, quando una valanga aveva colpito l'edificio distruggendolo quasi completamente (FOTO).
A ri-nascere è stato quindi ciò che d'ora in poi costituirà nuovo punto di riferimento per gli escursionisti che vi approderanno, inaugurato il 24 luglio da Massimo Bessone, assessore provinciale all’Edilizia e dal presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher, accanto al sindaco di Moso, agli amministratori locali, ai progettisti e ai rappresentanti delle associazioni e imprese che hanno collaborato alla ricostruzione dello Stettinerhütte.
Ci sono voluti due anni per portare a compimento l’imponente edificio: un progetto a cura della Provincia, seguito con certosina attenzione dalla “Ripartizione edilizia e servizio tecnico”, col fine di riedificare un rifugio caratterizzato oggi da un design geometrico, che svetta e si distingue dal roccioso ambiente circostante.
“Costruire in alta montagna è assai duro e faticoso - dichiara Massimo Bessone - la stagione è breve e chi se ne occupa non lo fa per guadagnare soldi ma per l’orgoglio di donare simboli di pregio. Il rifugio Petrarca è l'emblema della bellezza naturale altoatesina che incontra un'architettura innovativa, nel rispetto e sostenibilità dell’ambiente alpino, costruito nello standard CasaClima con un importo pari a 6,20 milioni di euro”.
A unirsi alla soddisfazione dell'assessore all'Edilizia anche il presidente della Provincia Kompatscher: “Dopo due anni, possiamo ufficialmente inaugurare il nuovo rifugio Petrarca all'Altissima, che costituirà un importantissimo punto d'appoggio alpino e nodale per tanti sentieri e escursioni a piedi, nonché itinerari per la mountain bike", spiega Kompatscher conferendo simbolicamente le chiavi della nuova struttura alla famiglia Schwarz-Fontana, che torna oggi a custodire e a prendersi cura di quel luogo che da 33 anni chiama "casa" (FOTO DI SEGUITO).

Il nuovo Petrarca all’Altissima si sviluppa attualmente su cinque piani per un volume totale pari a 3300 metri cubi e una superficie di 750 metri quadri. Una struttura che potrà ora ospitare fino a 76 persone, oltre ai 15 posti letto dedicati al personale. La sala da pranzo, posta al piano terra, conta invece ben 92 posti a sedere.
L'edificio è stato pensato e realizzato guardando a tutti i requisiti di sicurezza necessari: il pianoterra è infatti "allineato alla direzione di flusso di possibili valanghe e protetto a monte dallo sperone di roccia. I piani superiori sono invece disposti in modo da formare un angolo acuto verso l’inizio delle (possibili) valanghe, (come la prua di una nave), riducendo così al minimo la possibilità di catastrofi".
L'intera struttura (esterna) è stata realizzata con pannelli prefabbricati in cemento armato, mentre gli interni mantengono la bellezza della tradizione montana, caratterizzata dall'impiego del legno (in questo caso di abete), scelto anche per quanto riguarda il mobilio di "stube", ingresso e dei dormitori.
Non sono mancati interventi dedicati agli infissi, alla dotazione di impianti tecnologici e opere relative invece all'adeguamento alle normative antincendio. Insieme a questi, è stata inoltre costruita una nuova condotta per l’approvvigionamento dell’acqua potabile per il rifugio, pronto a aprire le proprie porte ai clienti, questa volta senza più temere calamità.












