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| 10 feb 2022 | 17:18

Ecco la prima funivia cabriolet d'Italia (IL VIDEO), porta sul Catinaccio in soli 7 minuti e 10 persone viaggiano all'aperto

Da oggi in funzione l'impianto Tires-Catinaccio. In passato l'opera aveva sollevato le proteste delle associazioni ambientaliste ma il produttore dell'impianto garantisce: ''Il progetto, nato in un'ottica di eco sostenibilità, si propone di consentire uno sviluppo turistico della valle evitando nel contempo il traffico automobilistico sul Passo Nigra''

Ecco la prima funivia cabriolet d'Italia, porta sul Catinaccio in soli 7 minuti e 10 persone viaggiano all'aperto
di Redazione

BOLZANO. ''La prima funivia cabrio d'Italia entrerà in funzione oggi''. Questo l'annuncio che campeggia sul post di Dolomiti Superski il maggiore consorzio sciistico d'Italia che comprende una gran parte delle piste da sci invernali delle Dolomiti, per un totale di 1.246 chilometri. Da oggi è entrata in funzione la funivia che collega Tires con il Catinaccio e i numeri sono impressionanti: 60 passeggeri trasportati in 7 minuti a coprire una distanza di 3,8 chilometri e un dislivello di 644 metri.

 

 

''Accedere al regno di Re Laurino - spiega Dolomiti Superski - chiamato Rosengarten è ora possibile senza dover usare la macchina. Chi di voi, ha già pianificato un primo giro per godere della vista unica che si avrà dal tetto di questa futuristica funivia?''. Infatti la funivia ha la caratteristica di avere sul ''tetto'' un cestello che può trasportare 10 persone all'aperto per una vera e propria esperienza cabriolet.

 

L'impianto è stato definito pochi mesi fa “uno schiaffo pesante non solo all’ambiente ma anche e soprattutto alle cittadine e ai cittadini dell’Alto Adige- Sudtirol e alle categorie imprenditoriali diverse da impiantisti e singoli albergatori”. Ad attaccare l'opera nove associazioni ambientaliste sudtirolesi contrarie al finanziamento. Il problema? Per le associazioni tanti soldi pubblici spesi a vantaggio di pochi privati E infatti solo con l’ultima delibera della Provincia di Bolzano eranostati stanziati altri 9,5 milioni di euro per il completamento dell’opera; cifra che si aggiungeva a 1,8 milioni già assegnati nel 2020 per un totale di 11,3 milioni, a fronte di un investimento complessivo di 15,8 milioni, “il contributo finora equivale al 75% circa”.

 

“Non è un’opera sostenibile – spiegava il presidente del Cai Alto Adige Carlo Alberto Zanella – la strada da Tires o dal passo Nigra non è trafficata, si parla di un totale mille posti letto a Tires e solo per la stagione estiva. In inverno invece non c’è attrattiva sciistica, non ci sono le piste. Non c’è un movimento che possa giustificare il finanziamento di quest’opera”. Infatti per andare a sciare sugli impianti di Carezza “la strada più comune da percorrere è quella per la Val d’Ega”.

 

Il produttore dell'impianto invece ribadisce all'Ansa che "il progetto, nato in un'ottica di eco sostenibilità, si propone di consentire uno sviluppo turistico della valle di Tires evitando nel contempo il traffico automobilistico sul Passo Nigra, con una portata di 400 persone per ora per direzione. Il nuovo impianto è stato interamente progettato e realizzato negli stabilimenti Doppelmayr di Lana", si legge in una nota delle Doppelmayr.

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