La via è chiusa per pericolo crolli ma loro la scalano lo stesso. Bloccati devono chiamare i soccorsi: denunciati
E' successo sulla via normale del Cervino chiusa dal 3 agosto con ordinanza dopo la grande frana che l'aveva coinvolta (con l'evacuazione di 13 alpinisti). La coppia di stranieri, però, l'ha affrontata lo stesso e alle 18.30 ha dovuto chiedere aiuto

CERVINO. Ancora un salvataggio sulla via normale del Cervino, quella chiusa da quasi un mese per i pericoli legati ai crolli e ai distacchi di pietre e detriti. Eppure nonostante i consigli delle guide alpine e, soprattutto, nonostante l'ordinanza di divieto di accesso si tratta del terzo intervento di soccorso su questa via.
I fatti sono successi lunedì. Alle 18.30 due alpinisti, uno slovacco e una ceca, hanno chiamato i soccorsi perché erano rimasti bloccati sulla via normale, a quota 4300 metri al Col Felicité. La cordata non riusciva più a muoversi e visto l'orario hanno preferito chiedere aiuto. La coppia è stata quindi raggiunta dall’elicottero del Soccorso alpino che li ha trasportati a Breuil-Cervinia.
Una volta atterrati, però, li hanno trovati ad accoglierli gli uomini del Soccorso alpino della Guardia di finanza che hanno identificato gli alpinisti da un lato per far pagare loro l’intervento di soccorso (erano illesi, anche se sfiniti) e per comunicare loro la denuncia per inosservanza dell’ordinanza di chiusura temporanea della via dopo.
L'ordinanza firmata dal sindaco di Valtournenche (AO), Jean Antoine Maquignaz, risale allo scorso 3 agosto, all’indomani dell’importante distacco di pietre verificatosi nella zona dalla Testa del Leone del 2 agosto scorso, quando si era reso necessario trarre in salvo 13 alpinisti che stavano scalando la montagna. Anche se già dal 20 luglio scorso le guide alpine avevano deciso di sospendere le ascese. "I rischi sono due: la caduta di pietre di grosse dimensioni e sui ghiacciai il crollo dei ponti di neve sopra i crepacci, viste le alte temperature e la poca neve", chiariva il presidente delle guide alpine italiane Martino Peterlongo.
Quello di lunedì è il terzo episodio in poche settimane. Il 13 agosto un alpinista polacco era stato soccorso anch’esso illeso a 4000 metri di quota nella zona del Pic Tyndall e poi denunciato. Peggio ancora erano riusciti a fare tre alpinisti polacchi che il 19 agosto avevano attivato i soccorsi perché impossibilitati a proseguire e poi rifiutare avevano rifiutato l’intervento dopo aver trovato riparo nel bivacco Capanna Carrel (3.830 mt).

















