Contenuto sponsorizzato
| 21 lug 2022 | 20:04

Emergenza caldo, sospese le salite su Monte Bianco e Cervino. Il presidente delle guide alpine: "Tutto anticipato di un mese. Rischi? Crollo di pietre e dei ponti di neve"

Per ragioni di sicurezza sono state sospese le salite lungo la via normale sul Monte Cervino, sul Monte Bianco, sul Dente del Gigante e sulla cresta di Rochefort. L'intervista a Peterlongo: "Il crollo di rocce e ponti di neve sono dei fenomeni che si verificano solitamente dalla metà di agosto, in particolare a sud delle Alpi. Quest'anno è tutto anticipato di un mese"

A dx foto di Emiliano Tomasi
A dx foto di Emiliano Tomasi
di Francesca Cristoforetti

CERVINO. Sospese per ragioni di sicurezza la salita lungo la via normale sul Monte Cervino, ma anche sul Monte Bianco, sul Dente del Gigante e sulla cresta di Rochefort. E' questa la comunicazione che sta circolando in questi giorni da parte delle guide alpine del Cervino e di Courmayeur. 

 

"I rischi sono due: la caduta di pietre di grosse dimensioni e sui ghiacciai il crollo dei ponti di neve sopra i crepacci, viste le alte temperature e la poca neve", conferma il presidente delle guide alpine italiane Martino Peterlongo a Il Dolomiti.

 

Continua l'emergenza siccità anche in alta quota: scarsità idrica dovuta alle poche precipitazioni invernali e il caldo in vetta stanno caratterizzando l'estate 2022, comportando una serie di problemi.

 

"Le guide alpine hanno preso atto di queste elevate temperature che perdurano da mesi - dichiara - l'innalzamento dello zero termico sopra i 4.000 metri di quota è un fenomeno noto da anni, ma il deterioramento delle condizioni degli itinerari di alta montagna e il conseguente innalzamento del rischio per chi li percorre, quest'anno sono anticipati di quasi un mese. Solitamente si verificano verso fine stagione, dalla metà di agosto, in particolare a sud delle Alpi". Non un fenomeno nuovo perciò, sottolinea Peterlongo, "ma quest'anno è diventato eclatante".

 

Si è presa perciò una decisione per tutelare la sicurezza degli escursionisti accompagnati dalle guide, sulla base di valutazioni prese giorno per giorno monitorando le condizioni della montagna: "Crolli di pietre e di porzioni di roccia e distacco di seracchi, così come quello dei ponti di neve sono dovuti alla scarsa quantità di manto nevoso e alla deglaciazione. Questo crea un grande rischio per l'incolumità delle persone che si affidano alle nostre guide".

 

Se alcuni esperti hanno deciso di sospendere le salite ritenute pericolose, altre hanno deciso di cambiare gli orari di partenza per i loro itinerari, anticipando così i rientri per evitare le ore più calde, come per esempio sul Monte Rosa. Lo stesso Cai dell'Alto Adige ha lanciato un appello per quanto riguarda le escursioni sui ghiacciai, consigliando di partire di notte.

 

Non solo, "gruppi di guide alpine francesi e svizzeri, in collaborazione con quelli italiani, si stanno coordinando a livello di arco alpino per monitorare e, se il caso, decidere di evitare gli itinerari che manifestano tipologie di pericolo evidenti e simili".

 

"Ricordiamo che la montagna è sempre aperta, non ci sono chiusure - conclude il presidente Peterlongo - è necessario però valutare in maniera consapevole, informandosi prima di intraprendere qualsiasi percorso e contattare rifugisti o le guide alpine".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 24 agosto | 23:16
A lanciare l'allarme sono stati i due arrampicatori che si sono trovati in difficoltà, in volo si è alzato l'elicottero d'emergenza
Montagna
| 24 agosto | 20:20
Il glaciologo e fondatore del Servizio Glaciologico Lombardo Antonio Galluccio ha inviato a il Dolomiti un'analisi sullo stato dei ghiacciai alpini [...]
Politica
| 24 agosto | 19:40
I vertici di Fratelli d'Italia in regione e provincia prendono la parola mal celando una certa soddisfazione per le dimissioni della collega di [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato