Temperature record in montagna: il Cai mette in guardia contro malori e frane, la Francia chiede di posticipare le uscite sul Monte Bianco
La montagna è messa a dura prova da temperature al di sopra della media e siccità. Dal Cai dell’Alto Adige arriva l’invito a prestare attenzione sia per i malori che per le frane

TRENTO. Temperature al di sopra della media e la siccità stanno mettendo a dura prova la montagna. La tragedia della Marmolada, dove il distacco di un seracco dal ghiacciaio ha provocato 11 vittime, è l’esempio lampante dell’azione dei cambiamenti climatici.
Dal Cai dell’Alto Adige arriva l’invito a prestare attenzione sia alle alte temperature che, unite allo sforzo fisico possono aumentare le possibilità di essere colpiti da un malore, ma anche alle frane. Con il ritiro dei ghiacciai la montagna erosa resta scoperta e scariche di sassi possono abbattersi sugli escursionisti.
Secondo il Cai le zone più pericolose, oltre alla Marmolada, sono la via normale dell’Ortles il Gran Zebrù e il Cevedale. Per chi vuole avventurarsi su un ghiacciaio il consiglio è quello di evitare le ore più calde.
Anche le autorità francesi sono preoccupate e consigliano agli escursionisti di posticipare le uscite in particolare quelle lungo la via normale francese al Monte Bianco. Jean-Marc Peillex, sindaco del comune francese di Saint-Gervais-Les-Bains, ha affermato che per via della siccità si sono verificate scariche di sassi che si sono abbattute lungo la via normale di ascesa alla cima del Monte Bianco. “Le società delle guide alpine di Saint-Gervais-les-Bains e di Chamonix-Mont-Blanc si sono accordate per sospendere temporaneamente l’ascensione da questa via”, ha dichiarato il sindaco.













