Canyoning, maratone in montagna e ferrate, i medici: "Rischio colpo di calore vista la prolungata esposizione al sole. Scegliere itinerario adeguato"
Le alte temperature e la prolungata esposizione ai raggi solari in quota possono provocare colpi di calore per gli escursionisti. Strapazzon: "Ferrate? L'aumento di persone può creare dei 'rallentamenti' e allungare i tempi". De Napoli: "Portarsi un'adeguata scorta di acqua e controllare che ci siano rifugi per l'approvvigionamento"

TRENTO. "Torrentismo o canyoning, maratone in montagna e ferrate sono attività molto praticate negli ultimi anni, che al contempo però sono tra quelle che espongono di più gli escursionisti ai raggi solari". E' così che parla Giacomo Strapazzon, direttore dell'Istituto per la medicina d’emergenza in montagna di Eurac.
"In questi casi è maggiore il rischio di colpi di calore - aggiunge il direttore - l'aumento di persone in montagna inoltre può creare dei 'rallentamenti' o delle code come abbiamo visto soprattutto nel post pandemia. Anche in questo caso può essere un'esposizione al sole più lunga in termini di tempo, rispetto al previsto".
L'emergenza siccità sta infatti mettendo a dura prova l'ambiente montano. Ormai le alte temperature raggiunte in quota non sono una novità. Questo fattore unito allo sforzo fisico può aumentare il rischio di essere colpiti da un malore, ha ricordato anche il Cai dell’Alto Adige.
"E' molto positivo da un lato che si sia incentivato il turismo in montagna in questi anni - prosegue Strapazzon - dall'altra però aumentano anche i numeri degli escursionisti e alpinisti più inesperti, nonostante sul nostro territorio non manchino le campagne di informazione e di sensibilizzazione riguardo a una corretta frequentazione della montagna. L'ambiente montano si deve conoscere prima di qualsiasi tipo di approccio".
Rispetto al passato la montagna è diventata più "attrattiva", sicuramente con molte più attività da svolgere: "E' cambiato il tipo di frequentazione nel corso del tempo -sostiene il direttore - molte le maratone, competizioni che si svolgono anche in zone remote per una giornata intera magari tragitti molto lunghi sotto il sole. Stessa cosa per il canyoning, dove si passa in alcuni tratti dove i torrenti sono secchi, senza essere bagnati dall'acqua".
Stesso discorso per le ferrate, in particolare quelle posizionate su versanti interamente esposti al sole. "Rischio aggiuntivo se la ferrata è molto frequentata, la progressione può essere rallentata e questo aumenta i tempi".
Il colpo di calore può comunque essere prevenuto. "A causa delle elevate temperature - conferma Stefano De Napoli, medico del Soccorso alpino Trentino - c'è da prestare attenzione. E' necessario scegliere sempre un itinerario che sia adeguato alla propria preparazione fisica, evitando le ore centrali della giornata per camminare. Avere con sé un'adeguata scorta di acqua e controllare che ci siano rifugi per l'approvvigionamento. Non basta acqua ma vanno assunti cibi come frutta fresca e sali".
Da non sottovalutare anche l'abbigliamento, "che sia traspirante e adeguato al tipo di attività".
Il malore dovuto al caldo può essere intercettato subito, "non appena si hanno sintomi come malessere, stanchezza, debolezza e cefalea - prosegue il medico del Soccorso alpino - se la temperatura corporea aumenta troppo si rischia di andare in confusione o addirittura avere perdita di coscienza".
C'è preoccupazione viste le previsioni di un'estate torrida? "Sì, qualche timore c'è - conclude De Napoli - ma è da qualche anno ormai che il problema si ripresenta con l'inizio dell'estate".













