Scialpinismo sul Bondone, giro di vite per chi risale e scende dalle piste: multe fino a 90 euro
Dopo l'incidente avvenuto qualche sera fa in Alto Adige tra una persona e un gatto delle nevi è stato deciso che gli scialpinisti del Bondone dovranno stare distanti almeno 10 metri dalle piste per ragioni di sicurezza

TRENTO. Lo scialpinismo è sempre più praticato anche sul Monte Bondone ma è anche un'attività controversa sia dal punto di vista della sicurezza che per quanto riguarda la ''convivenza'' con i già esistenti impianti e con le piste. Non è un mistero, infatti, che spesso gli scialpinisti utilizzino proprio le piste di notte per risalire e poi per scendere, da un lato rovinando i tracciati e dall'altro esponendosi al rischio di scontrarsi con gatti delle nevi e operai al lavoro durante le attività di battitura.
La polizia locale di Trento ha predisposto i tracciati per la risalita del Monte Bondone anche per gli scialpinisti. In particolare chi sale a piedi, con le ciaspole o con le pelli di foca fino al Palon può partire da Vaneze o da Vason.
La risalita e la discesa degli sportivi che non utilizzano gli impianti è stata però regolamentata da un’ordinanza che vieta l’utilizzo di tutte le aree sciabili del Monte Bondone e della fascia di dieci metri limitrofa alle stesse al di fuori degli orari di apertura delle piste. Rispetto all’anno scorso si è aggiunta la fascia esterna alle piste per evitare che gli scialpinisti risalissero, o scendessero, a latere delle piste stesse.
Ciò al fine di consentire la manutenzione in sicurezza delle piste senza pericoli per le persone e per gli operatori per prevenire incidenti come quello accaduto di recente in Alto Adige. In caso di violazione è prevista una sanzione da 30 a 90 euro.














