TFF recensioni/ Burning flower mi fa venire voglia di essere già vecchia. On the silver globe è un film sulle subordinate di secondo grado: da non rivedere
Francesca Braito, blogger fan del Festival dopo aver recensito l'evento per anni sulla sua pagina Fb e su ''Grazie per la domanda'' su Il Dolomiti. Ci porta nelle sale di Trento tra calici (il voto massimo sono cinque calci) e curiosità sugli eventi della kermesse delle Genziane

Benritrovate Ondini e Ondine,
E benvenuti a questa edizione speciale di Scommettiamo che in cui cercheremo di recensire 8 film in 50 minuti, un appuntamento imperdibile per voi amanti dei refusi.
Non aggiungo altro, su con le rece.
Burning Flower | Corea del Sud | 2021 | 82'
5 calici
Un classico del Tff: una signora vecchissima che fa al giorno il quadruplo della fatica che faccio io e ogni tanto si stupisce di essere un po' stanca. Di solito è il film in cui piango molto, e infatti.
Questa signora sta in una casa di lamiera e carta da parati discutibile con cinque mucche e sta parecchio bene non fosse che suo marito le manca circa tantissimo (fa a finta di no, ma si vede). Ha l'età di una quercia ed è analfabeta, e quando suo marito in punto di morte le dice: sono preoccupato per te, quando sarai sola. Vorresti imparare a leggere e a scrivere? Lei dice, ok. E finisce nella classe più bella di sempre dove queste sciure (nota: le anziane coreane hanno tutte i capelli come Albano) si affrancano da una vita di fatiche, e studiano durissimo (copiano anche, ridendo come Adelina e Guendalina Bla bla, ma non mi sentirei di fargliene una colpa).
La morale che traggo dal documentario è la solita: non vedo l'ora di essere vecchia.
Include: parto bovino, per non farsi mancare la dose di placenta quotidiana.
On the silver globe | Polonia | 1989 | 166' (percepiti 4.034.268.931.987)
Amici non me la sento di dirvi calici a proposito
Avete mai visto un film con qualcuno di insopportabile che a ogni scena vi chiede: ma questo è lo stesso di prima? Ma dove sono? Ma questa chi è mo'? Ecco, Questa persona sono io.
Fun fact:
- prima di entrare temevo che in questo film mancassero i dialoghi. Mi sbagliavo. Sono uscita atterrita dalla quantità di parole pronunziate dagli attori. È praticamente un film sulle subordinate di secondo grado.
- il regista non è riuscito a girare alcune scene perché i regimi sono brutti e spesso capricciosi. Risolve mirabilmente raccontandoci quello che manca con immagini di varsavia&voce fuori campo. Sono le parti che ho capito meglio, per dire.
- ci sono degli uccellacci con una lampadina in testa che rappresentano la parte malvagia che tutti noi ci portiamo dentro (?)
- come in tutte le più grandi storie alla fine crocifiggono uno.
Da vedere ma non da rivedere (cit. Manuela Monsorno).
Il buco | Italia | 2021 | 93'
3 calici
Ero pronta alla totale mancanza di dialoghi? No.
Le grotte sono un posto fighissimo in cui girare perché le luci sono pazzéske? Sì.
Ci è dispiaciuta la faccenda del racconto corale?
No.
Frammartino è il cognome più fico della storia?
Sì.
Mi vanto di aver conosciuto al festival due degli speleo-attori? Madonna, sì.
Wild Men | Danimarca | 2021 | 104'
3,5 calici
Le aspettative erano ridere e abbiamo riso.
Abbiamo inoltre:
- amato il corpo di polizia di sperduto luogo imprecisato di Norvegia (specialmente nella persona del capo di-, profondamente e non stucchevolmente raccontato in poche scene)
- prenotato un viaggio in Norvegia (mammagari)
- pronunziato in almeno due frasi "fratelli Cohen"
-fatto pensieri lubrichi sui vichinghi.
Niente parti animal-splatter ma un'onesta operazione di sutura casalinga che avremmo volentieri evitato.
La voia de cantar | Italia | 2022 | 35'
4 calici
Cosa mi fa piangere oltre alle signore anziane? Esatto: i Cori Alpini.
Cit. preferita segnalata anche da Werner Sbinz dalla cabina di proiezione: "per cantar ben bisogna nar ale prove".
(Anziani che parlerebbero volentieri in dialetto ma si sforzano con l'italiano mia cosa preferita Della Vita.)
Astra, un cinema fatto in casa | Italia | 2022 | 40'
3,5 calici
Madonna La Nostalgia.
Ci sono dei posti che non sono solo posti.
Cose fiche che vorrei che anche voi sapeste:
- il terreno su cui sorgeva il cinema è stato comprato con dei soldi vinti a una lotteria
&
- la mossa pazzéska per sconfiggere lo spopolamento post avvento delle tv domestiche -o nei bar-: le proiezioni intervallate dalla messa in onda, sul grande schermo, di Lascia o Raddoppia. Geni.
Me ne mancano ancora un paio, ma ho da rimmegermi nel buio amico del Mondena: facciamo che ve ne dico domani? Sì? (Perdoname Fabrizio Frizzi por mi tempo poco).
Così vi racconto anche bene di come è bella la mostra Scalare il tempo che hanno preparato quei fortissimi della Fondazione Museo Storico e dove il mio nome è accostato per ilari fatti della vita accanto a quello di Messner?
Ok, è deciso.
A domani amici.












