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| 07 mag 2022 | 19:34

TFF recensioni/ Burning flower mi fa venire voglia di essere già vecchia. On the silver globe è un film sulle subordinate di secondo grado: da non rivedere

Francesca Braito, blogger fan del Festival dopo aver recensito l'evento per anni sulla sua pagina Fb e su ''Grazie per la domanda'' su Il Dolomiti. Ci porta nelle sale di Trento tra calici (il voto massimo sono cinque calci) e curiosità sugli eventi della kermesse delle Genziane

di Francesca Braito

Benritrovate Ondini e Ondine,

 

E benvenuti a questa edizione speciale di Scommettiamo che in cui cercheremo di recensire 8 film in 50 minuti, un appuntamento imperdibile per voi amanti dei refusi.

 

Non aggiungo altro, su con le rece.

 

Burning Flower | Corea del Sud | 2021 | 82'

5 calici

Un classico del Tff: una signora vecchissima che fa al giorno il quadruplo della fatica che faccio io e ogni tanto si stupisce di essere un po' stanca. Di solito è il film in cui piango molto, e infatti.

Questa signora sta in una casa di lamiera e carta da parati discutibile con cinque mucche e sta parecchio bene non fosse che suo marito le manca circa tantissimo (fa a finta di no, ma si vede). Ha l'età di una quercia ed è analfabeta, e quando suo marito in punto di morte le dice: sono preoccupato per te, quando sarai sola. Vorresti imparare a leggere e a scrivere? Lei dice, ok. E finisce nella classe più bella di sempre dove queste sciure (nota: le anziane coreane hanno tutte i capelli come Albano) si affrancano da una vita di fatiche, e studiano durissimo (copiano anche, ridendo come Adelina e Guendalina Bla bla, ma non mi sentirei di fargliene una colpa).

La morale che traggo dal documentario è la solita: non vedo l'ora di essere vecchia.

Include: parto bovino, per non farsi mancare la dose di placenta quotidiana.

 

On the silver globe | Polonia | 1989 | 166' (percepiti 4.034.268.931.987)

Amici non me la sento di dirvi calici a proposito

Avete mai visto un film con qualcuno di insopportabile che a ogni scena vi chiede: ma questo è lo stesso di prima? Ma dove sono? Ma questa chi è mo'? Ecco, Questa persona sono io.

Fun fact:

- prima di entrare temevo che in questo film mancassero i dialoghi. Mi sbagliavo. Sono uscita atterrita dalla quantità di parole pronunziate dagli attori. È praticamente un film sulle subordinate di secondo grado.

- il regista non è riuscito a girare alcune scene perché i regimi sono brutti e spesso capricciosi. Risolve mirabilmente raccontandoci quello che manca con immagini di varsavia&voce fuori campo. Sono le parti che ho capito meglio, per dire.

- ci sono degli uccellacci con una lampadina in testa che rappresentano la parte malvagia che tutti noi ci portiamo dentro (?)

- come in tutte le più grandi storie alla fine crocifiggono uno.

Da vedere ma non da rivedere (cit. Manuela Monsorno).

 

Il buco | Italia | 2021 | 93'

3 calici

Ero pronta alla totale mancanza di dialoghi? No.

Le grotte sono un posto fighissimo in cui girare perché le luci sono pazzéske? Sì.

Ci è dispiaciuta la faccenda del racconto corale?

No.

Frammartino è il cognome più fico della storia?

Sì.

Mi vanto di aver conosciuto al festival due degli speleo-attori? Madonna, sì.

 

Wild Men | Danimarca | 2021 | 104'

3,5 calici

Le aspettative erano ridere e abbiamo riso.

Abbiamo inoltre:

- amato il corpo di polizia di sperduto luogo imprecisato di Norvegia (specialmente nella persona del capo di-, profondamente e non stucchevolmente raccontato in poche scene)

- prenotato un viaggio in Norvegia (mammagari)

- pronunziato in almeno due frasi "fratelli Cohen"

 -fatto pensieri lubrichi sui vichinghi.

Niente parti animal-splatter ma un'onesta operazione di sutura casalinga che avremmo volentieri evitato.

 

La voia de cantar | Italia | 2022 | 35'

4 calici

Cosa mi fa piangere oltre alle signore anziane? Esatto: i Cori Alpini.

Cit. preferita segnalata anche da Werner Sbinz dalla cabina di proiezione: "per cantar ben bisogna nar ale prove".

(Anziani che parlerebbero volentieri in dialetto ma si sforzano con l'italiano mia cosa preferita Della Vita.)

 

Astra, un cinema fatto in casa | Italia | 2022 | 40'

3,5 calici

Madonna La Nostalgia.

Ci sono dei posti che non sono solo posti.

Cose fiche che vorrei che anche voi sapeste:

- il terreno su cui sorgeva il cinema è stato comprato con dei soldi vinti a una lotteria

&

- la mossa pazzéska per sconfiggere lo spopolamento post avvento delle tv domestiche -o nei bar-: le proiezioni intervallate dalla messa in onda, sul grande schermo, di Lascia o Raddoppia. Geni.

Me ne mancano ancora un paio, ma ho da rimmegermi nel buio amico del Mondena: facciamo che ve ne dico domani? Sì? (Perdoname Fabrizio Frizzi por mi tempo poco).

Così vi racconto anche bene di come è bella la mostra Scalare il tempo che hanno preparato quei fortissimi della Fondazione Museo Storico e dove il mio nome è accostato per ilari fatti della vita accanto a quello di Messner?

Ok, è deciso.

A domani amici.

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