TTF/ recensioni: dal corto furbetto e VisitAbruzzo sugli orsi marsicani alla più grande partita di nascondino con tutti gli abitanti del paesino. Riempiamo i calici
Francesca Braito, blogger fan del Festival dopo aver recensito l'evento per anni sulla sua pagina Fb e su ''Grazie per la domanda'' su Il Dolomiti. Ci porta nelle sale di Trento tra calici (il voto massimo sono cinque calci) e curiosità sugli eventi della kermesse delle Genziane

TRENTO. Buongiorno ondine e ondini! Oggi arrivo tardi perché ho lavorato ma vi assicuro che ho pensato tutto il giorno ai parti ovini. Cosa avete visto ieri? Io ho esagerato con le proiezioni, pianto a ogni proiezione, fatto almeno due pisolini, riservato dei pensieri ostili agli intellettuali della settima arte che mi hanno consigliato di andare a vedere film polacco di fantascienza degli anni settanta della durata di CENTOSESSANTASEI minuti che nessuno mi darà mai indietro (voi sapete chi siete).
Ma andiamo con ordine, mettetevi seduti comodi, vi avverto: non sarò breve.
Il mio vicino è un orso | Regno Unito Italia | 2020 | 16' diamo 4 calici
Il corto è un po' furbetto e molto VisitAbruzzo, e a me le cose furbette piacciono da matti sicché: via di calici! Ci dice di abitanti di paesino che convivono con famiglia di orsi marsicani. Ci dice della signora Sabrina che ogni giorno prima e dopo lavoro va per sterrate per vedere se quest'orsa Amarena e i suoi cuccioli ci sono ancora. Ci dice degli abitanti del paese che un po' si fanno girar le balle quando i plantigradi saccheggiano gli alberi da frutto ma poi pensano a quanto sono carini e allora gli passa. E' fruibile, tenerino, divertente e rende un po' tristi tutte le polemiche sugli orsi in Trentino (o evidente l'antropizzazione spinta della nostra provincia anche, forse). Ho pianto perché la Sabrina era preoccupata di non vedere l'Amarena da tante settimane e poi invece torna, e i cuccioli stanno bene. Sono una ragazza sensibile.
Il contatto | Italia | 2021 | 71' diamo 2,5 calici
L'idea del documentario è quella di mostrare direttamente, senza aggiungere sovrastrutture, la crescita e il ritorno in natura di due cuccioli di lupo arrivati in questo rifugio dell'appennino. A parlare solo le immagini, con il montaggio meno invadente possibile. Come nel più classico discorso amoroso in cui l'amore è finito sono a dire a questo documentario: non sei tu, sono io. Non ero assolutamente pronta al tuo essere indecifrabile, e mi sono pesati i tuoi grandi silenzi. Ma possiamo rimanere amici.
Osservazioni sparse:
- i lupi cuccioli sono carini e pelosini e tuttecose, ma portano già nel loro incedere la ferocia di chi sa di venire da una stirpe di assassini di nonne e sette capretti;
- nel film gli esseri umani vogliono essere meno presenti possibile, e allora il regista sceglie di riservargli la stessa sorte d'inquadratura della padrona di Tom di Tom&Jerry. (agevolo foto per i peggiori tra di voi che non hanno in mente);
- l'audio del documentario (se si escludono i 18 minuti di ininterrotti guaiti iniziali) ha delle potenzialità in ambito ASMR devastanti. Ne siamo conferma io e quel signore dietro di me che se l'è russata della grossa.
Ora sono diventata foresta | Italia | 2021 | 8' diamo 3,5 calici
Otto bellissimi minuti. (voi lo sapete che sono fans dei giochi di parole e qui succede che foresta sta sia per insieme di alberi che per forestiera e questo pensiero mi ha fatto vo-la-re).
Vaia, La lunga notte | Italia | 2020 | 18' diamo 4 calici
Scaliciata campanilista per quando al TFF incrocio facce conosciute e prosodie valligiane.
Qui ho:
- pianto di nuovo
- sentito fierezza di piantare bene le radici (non importa se sei albero o figlio dell'uomo)
- quando l'Irene che abitava in mezzo al bosco ha raccontato che il giorno dopo la tempesta vedeva una luce fortissima e non se la spiegava finché non si è accorta che gli alberi erano caduti ho pensato a quello che diceva Graziano in Repubblica Ossiura, a proposito di come sia bello tornare in un posto in cui non sei sul chi va là, dove sai il giorno e la notte. E allora ho pianto di nuovo anche per gli orizzonti rubati, per il ritornare sul chi va là.
La vera storia della partita di nascondino più grande al mondo | Italia | 2021 | 11' diamo 5 calici
Se c'è una cosa che mi ha dato felicità ieri è questa storia. Quella felicità che viene dall'incrocio le persone che prendono molto sul serio le corbellerie. Tipo questi abitanti di Serravalle Langhe, che molto seriamente organizzano ogni anno una partita lunghissima di nascondino che coinvolge tutti, TUTTI i 300 abitanti (tutti tranne il farmacista e il prete che rimangono in sevizio a occuparsi delle ferite del corpo e dell'anima).
Se siamo tutti d'accordo mi fermo qui, ma ho ancora molti film di cui dirvi. (Specialmente del film polacco di fantascienza dal quale devo ancora riprendermi)
Statemi sul pezzo che è quasi ora di Genziane!












