Una nuova "via di ghiaccio" sul Sass Pordoi, gli altoatesini Simon Gietl e Andrea Oberbacher aprono "Avatar": "Due i tentativi, ma alla fine ce l'abbiamo fatta"
Ci hanno dovuto provare due volte ma alla fine ci sono riusciti, Simon Gietl e Andrea Oberbacher, che sul Sass Pordoi in val di Fassa hanno aperta una nuova via "fatta di ghiaccio". Le guide alpine: "Un percorso bellissimo in un ambiente mozzafiato"

CANAZEI. Sabato 10 dicembre gli altoatesini Simon Geitl e Andrea Oberbacher hanno risalito un versante del Sass Pordoi, sulle Dolomiti, percorrendo una nuova via. Le guide alpine hanno aperto "Avatar", un percorso "fatto di ghiaccio e 'misto' - come rivelano i due a Il Dolomiti - sulla parete ovest della montagna": per riuscire nel loro intento, sono stati necessari due tentativi.
"Salito sul massiccio del Sella avevo cominciato a guardarmi intorno, cercando di capire quali cascate di ghiaccio fossero percorribili quest'inverno - esordisce Geitl -. Purtroppo le precipitazioni autunnali sono state piuttosto scarse e questo ha comportato la presenza di poche 'colate'. Ciononostante, qualcuno mi aveva segnalato la presenza d'una cascata non ancora praticata e molto sporgente sulla parete ovest del Pordoi", ricorda l'alpinista.
Così, insieme a "un caro amico, Andrea Oberbacher, dopo una breve telefonata abbiamo deciso di fare un tentativo, partendo l'8 dicembre dal passo Pordoi, giungendo dopo quasi due ore di cammino all'inizio della cascata", spiega. Una spedizione interrotta dalla caduta di alcuni pezzi di ghiaccio "che mi hanno colpito al volto - dichiara Simon -. Abbiamo deciso di tornare indietro e di andare in ospedale, dove mi hanno messo dei punti e raccomandato di riposare".
Soltanto un giorno di riposo è riuscito a frenare la voglia di Geitl di percorrere una strada mai 'battuta': "Dopo due giorni siamo tornati in azione, nel tentativo di portare a termine quanto ci eravamo prefissati - rivela -. Io e Andrea siamo così tornati alla base della via e, alla fine, ce l'abbiamo fatta, riuscendo a percorrerla tutta arrampicando su ghiaccio: una lunga giornata, che ci ha visti impegnati per circa 11 ore - conclude entusiasta -. Abbiamo chiamato il percorso "Avatar", in tema con Pandora, la via aperta sulla stessa parete da me e Vittorio Messini nel 2019", aggiunge.
Per l'alpinista originario della valle Aurina "Avatar" è sicuramente "un regalo di Natale anticipato: un percorso bellissimo in un ambiente mozzafiato che, ovviamente, io e Andrea consigliamo di provare a percorrere".













