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| 08 mag 2023 | 12:05

Bruno Detassis, il custode del Brenta: dalle imprese con Battistata, Giordani e Graffer alla lezione sul Cerro Torre: ''Come capo spedizione, vi proibisco di attaccarlo''

L’8 maggio 2008 ci lasciava un alpinista speciale che dal 1949 condusse anche il Rifugio Brentei: lo gestí per molti anni, con entusiasmo e serietà. Pietro Lacasella, blogger di Alto-Rilievo/Voci di Montagna ne traccia un ricordo

Bruno Detassis, il custode del Brenta: dalle imprese con Battistata
di Pietro Lacasella di Alto-Rielievo Voci di Montagna

ASIAGO. L’8 maggio 2008 ci lasciava un alpinista speciale: Bruno Detassis. Detassis fu particolarmente attivo nel Gruppo di Brenta, dove disegnò linee di una raffinatezza unica. È doveroso citare quella sulla parete Nord-Est della Brenta Alta, tracciata nel 1934 assieme ad Ulisse Battistata e ad Enrico Giordani; quella sulla Nord-Est del Crozzon di Brenta, scalata nel 1935, sempre in compagnia di Giordani (la famosa “via delle Guide”); infine quella del 1937 sul pilastro della parete Est della Cima Tosa, questa volta accompagnato da Giorgio Graffer.

 

Detassis aprì diverse vie anche sulle Pale di San Martino. Nel 1934, ad esempio, salì lo spigolo Sud del Sass Maor assieme a Ettore Castiglioni. L’amicizia con Castiglioni superava la semplice passione per l’arrampicata: i due condividevano gli stessi ideali, rifiutando le maglie troppo strette di regimi totalitari dell’epoca. Castiglioni morì da partigiano, mentre Detassis venne deportato dai tedeschi nel lager di Oerbke.

 

Nel 1949 gli venne affidata la conduzione del Rifugio Brentei: lo gestí per molti anni, con entusiasmo e serietà.

 

Il suo spessore morale e il senso di responsabilità nei confronti delle vite altrui lo portarono, nel 1957, a sospendere la spedizione trentina al Cerro Torre, di cui era a capo, con la seguente motivazione: ‹‹Il Torre è una montagna impossibile, ed io non voglio mettere a repentaglio la vita di nessuno. Pertanto, nella mia qualità di capo spedizione, vi proibisco di attaccare il Torre››.

 

Detassis, come scrivevo, ci ha lasciati l’8 maggio 2008, a 98 anni. Ma la barba lunga, colorata di ocra dal fumo della pipa, i capelli pettinati verso la nuca, e gli occhi vispi da rapace, custodiranno per sempre la dolomia del Brenta.

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