“Fra vecchi stereotipi idealizzanti e parco divertimenti per il turista le Alpi sono minacciate”, Marco Albino Ferrari ad Arco per presentare il suo libro
Marco Albino Ferrari arriva ad Arco per presentare il suo libro “Assalto alle Alpi”: “Il pericolo reale è che tutto rimanga come adesso, che si continui a immaginare lo stesso sviluppo turistico con nuovi impianti di sci, dimentichi del riscaldamento climatico. Che si continui a cementificare, costruire impianti di risalita, progettare grandi opere inutili e grandi eventi consumatori di suolo”

ARCO. “Come immaginare il futuro prossimo delle Alpi?”, è da questa domanda che Marco Albino Ferrari è partito per scrivere il suo ultimo libro “Assalto alle Alpi” (Einaudi). Direttore editoriale e responsabile delle attività culturali del Cai, Ferrari è anche giornalista, scrittore e sceneggiatore ed è da sempre molto legato alla montagna.
“Nel nostro prossimo futuro pende una minaccia sulle Alpi – spiega l’autore nel suo libro – se si continuerà ad attingere a vecchi stereotipi idealizzanti che riducono la montagna a luogo salvifico di pura ‘bellezza’, o a parco divertimenti per il turista in fuga dalle città”. Da qui l’idea di interrogarsi sul futuro delle Alpi anche per intervenire, prima che sia troppo tardi.
“Da qualche decennio a questa parte la montagna è in continua evoluzione. Con il boom economico, i giovani alpigiani avevano creduto in una vita migliore in pianura, in fabbrica. Scendere aveva significato ripudiare l’antica ‘società della fatica’ andando incontro al posto garantito. Così sulle Alpi, con la progressiva assenza umana, ha trionfato un inesorabile processo di rinaturalizzazione. Intere vallate, interi villaggi sono stati abbandonati”, ricorda Ferrari.
Dal dopoguerra la superficie boscata è raddoppiata, sono ritornati i grandi carnivori e pure gli animali selvatici si sono moltiplicati. Nel frattempo però la montagna è diventata sempre più antropizzata. “Il pericolo reale – sottolinea Ferrari – è che tutto rimanga come adesso, che si continui a immaginare lo stesso sviluppo turistico con nuovi impianti di sci, dimentichi del riscaldamento climatico. Che si continui a cementificare, costruire impianti di risalita, progettare grandi opere inutili e grandi eventi consumatori di suolo”.
Il libro sarà presentato con l’autore il prossimo 26 maggio alle 18 al Sottotetto Urban Space al parco Nelson Mandela. In caso di pioggia l’evento si sposterà nella sede della Sat di Arco in via Sant’Anna 42. L’incontro chiude la seconda edizione del Festival della letteratura ambientale, intitolato “Pensieri in un ambiente che cambia” e organizzato dalla Sat di Arco, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Arco, con la collaborazione della biblioteca civica “Bruno Emmert” e dell’associazione Busa consapevole, e con il contributo di Apt Garda Dolomiti, Bacino imbrifero montano Sarca-Mincio-Garda, Cassa Rurale Alto Garda-Rovereto, Distilleria Marzadro e Gobbisport. Il festival si inserisce nel più vasto calendario nazionale del Festival dello sviluppo sostenibile 2023 promosso da Asvis, Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile.

















