Vallone delle Cime Bianche, chi dice ''no'' al nuovo impianto sciistico diventa sgradito: ''Il Cai tenuto lontano dalla trasmissione di Rai1, io tolto dal palinsesto di Forte di Bard''
L'ex responsabile culturale del Cai Marco Albino Ferrari spiega quanto sta succedendo in Valle d'Aosta: ''Il Cai Valle d'Aosta ha chiarito che l'amministrazione regionale ha posto come condizione per il sostegno finanziario alla Rai che non fosse coinvolto durante le due puntate di Line Verde. Io ero in calendario dopo Messner e Cottarelli ma il mio incontro è saltato per questioni tecniche. È bastata una rapida indagine per far emergere la realtà: «Veto politico. Non ti vogliono»''

AOSTA. Chi non è organico è fuori, messo in disparte, tacciato, quasi fosse un insulto, di ambientalismo (il che è paradossale visto che la più grande sfida della nostra epoca è proprio quella di trovare un punto di equilibrio tra la nostra presenza e la sopravvivenza del Pianeta e il tempo stringe). "Something is rotten in the state of Denmark", la celebre frase pronunciata da Marcellus nell'Amleto, potrebbe tranquillamente essere adattata alla Valle d'Aosta e alla vicenda che ruota attorno al Vallone delle Cime Bianche. Perché? Lo segnala chiaramente lo scrittore Marco Albino Ferrari autore del libro ''Assalto alle Alpi'' e già vincitore (due volte) del Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti, del Premio Leggimontagna, del Premio ANA Giornalista dell’Anno, del Premio Cortina, del Pelmo d’Oro alla Carriera.
L'ex direttore editoriale e responsabile delle attività culturali del Cai (come è noto il suo percorso in seno al Club Alpino nazionale si è interrotto a inizio estate dopo che è scoppiata la ''tempesta'' sulle croci di montagna) spiega che sia il Cai Valle d'Aosta che lui stesso avrebbero subito una sorta di boicottaggio perché contrari al nuovo collegamento funiviario che si vorrebbe costruire in quello che resta uno dei luoghi più belli e l'ultimo ampio spazio integro del versante sud del massiccio del Monte Rosa. ''Ieri - spiega Ferrari - una visita al Vallone delle Cime Bianche, magnifico spazio d’alta montagna che, come noto, è al centro di un confronto sempre più aspro. La questione ampiamente dibattuta è tra chi appoggia il nuovo collegamento funiviario e chi è a favore dell’integrità ambientale di questo spicchio solitario del Monte Rosa. È un confronto accesso, emblematico, tanto che il Vallone è diventato una metafora, o meglio una “parte per il tutto” che fa riflettere anche su quali politiche adottare più in generale per la montagna. E in nome di questo scontro non mancano i colpi bassi''.
Quali sono li spiega perfettamente: ''Ne ha fatto le spese il Cai Valle d’Aosta. Giorni fa si sono realizzate le riprese di due puntate monografiche sulla Valle d’Aosta di “Linea Verde”, settimanale di viaggi di Rai1. Ebbene, si legge in un comunicato del Cai locale che «l’Amministrazione Regionale ha posto come condizione per il sostegno [finanziario alla Rai] che non fossimo coinvolti, ed i conduttori hanno ricevuto la chiara indicazione di evitare qualsivoglia riferimento al Cai». Non male da parte di una Giunta Regionale che dovrebbe essere di tutti, anche dei 1560 soci del Cai valdostano. La questione - prosegue Ferrari - dev’essere nata in quanto il Cai aveva fatto autorevolmente sentire la propria voce in difesa del Vallone delle Cime Bianche. No, non deve essere piaciuta alla Giunta, visto che proprio il Presidente Renzo Testolin è tra i sostenitori della funivia che unirebbe le stazioni di Zermatt, Cervinia, Valtournanche, Gressoney, Champoluc, Alagna e porterebbe al primato di 580 chilometri di piste, il terzo comprensorio più grande al mondo''.
E si ricorderà come anche il tweet dell'ex presidente (dal 2005 al 2008) della regione Valle d'Aosta Luciano Caveri, assessore a vari dicasteri, prima deputato e oggi assessore all'istruzione, politiche giovanili, università della Regione contro il Cai Valle d'Aosta per le posizioni prese sulla vicenda: ''Ormai il Club Alpino Italiano è entrato in pieno nell'area ambientalista estremista. Perderanno iscritti e credibilità con una visione del futuro montagna ideologica e irrealistica. Peccato''.
Ma il colpo basso è stato inferto anche allo stesso Marco Albino Ferrari come spiega direttamente sulla sua pagina Facebook: ''Anche per quanto mi riguarda, nel mio piccolo, non devo andare proprio a genio al potere regionale, date le mie posizioni in favore del Vallone. Da tempo avevo fissata una data per la presentazione al Forte di Bard del mio libro “Assalto alle Alpi”. Il cartellone degli incontri era già pubblicato: Messner il 23-7, Cottarelli l’11-8 e infine, parva in magnis, io l’8-7. Non si farà per un problema tecnico, mi hanno poi detto. Possibile? È bastata una rapida indagine per far emergere la realtà: «Veto politico. Non ti vogliono». E la presentazione non si è fatta. Chi è forte delle proprie idee non dovrebbe temere il dissenso. Pazienza, la Valle d’Aosta (con il Vallone) rimane il mio luogo del cuore''.


















