Ruspe al lavoro nel laghetto alpino del Lago Bianco per poter alimentare i cannoni sparaneve, protesta sui social contro il Parco dello Stelvio
Lo scrittore Luca Rota segue la vicenda da tempo e oggi chiede al Parco un passo indietro o comunque una presa di posizione visto quanto sta succedendo in un luogo che lo stesso parco promuove come fosse una delle sue ''porte'' con le ''sue preziosissime torbiere, più uniche che rare sulle Alpi, attraverso le quali si sta scavando per far passare i tubi dell’innevamento artificiale suddetto. Pura ipocrisia o sconcertante superficialità?''

PARCO DELLO STELVIO. La polemica monta e la pagina Facebook del Parco Nazionale dello Stelvio Lombardia lo dimostra: decine di messaggi di insulti e di critica per quel che sta succedendo al Lago Bianco, al passo Gavia, e per la parallela iniziativa dal titolo ''Gli animali del parco'' realizzata con i pupazzetti della Trudi (quasi a trasformare la natura in qualcosa di ''puccetoso'' e comunque sempre umanizzato). Cosa sta succedendo lo spiega Luca Rota, scrittore e studioso delle dinamiche di relazione tra i territori di montagna, i luoghi, le genti che li abitano e i paesaggi che ne derivano. In un precedente post spiegava che ''a quanto pare sono iniziati i lavori di posa delle tubature che preleveranno l’acqua dal Lago Bianco al Passo di Gavia, uno dei laghi naturali alpini più belli e più elevati delle Alpi Retiche, al fine di alimentare i cannoni per l’innevamento artificiale delle piste da sci di Santa Caterina Valfurva. Ciò nonostante il lago sia all’interno del territorio del Parco Nazionale dello Stelvio, ente di tutela dell’ambiente naturale e della sua integrità, ormai diventato con tutta evidenza un’istituzione farsesca''.
Le polemiche vertono su questo assalto alla montagna, l'ennesimo, addirittura in un'area che dovrebbe essere sotto l'ala di un ente che dovrebbe proteggerla, tutelarla, rispettarla. Da qui in poi è iniziata la protesta sui social del parco. ''Hanno ben ragione - scrive Luca Rota - i tanti utenti che, sulle pagine social del Parco Nazionale dello Stelvio, stanno postando commenti di protesta e sarcasmo verso l’ente in relazione alle opere che trasformeranno il Lago Bianco al Passo di Gavia in un serbatoio d’acqua per i cannoni sparaneve delle piste di Santa Caterina Valfurva, sulle quali il Parco, soggetto che dovrebbe tutelare in maniera ampia il suo territorio, inutile rimarcarlo, mantiene un silenzio totale. Così come, aggiungo, fa specie che un’altra deprecabile “giostra da luna park alpino”, il progettato ponte tibetano sulla Val Grande a Vezza d’Oglio, in Val Camonica e ai margini meridionali del Parco, sia non solo autorizzato da esso ma addirittura finanziato''.
Un ponte del quale ha parlato anche il Dolomiti voluto dall'amministrazione locale per creare l'effetto ''wow'' che mancherebbe altrimenti alla zona e contro il quale si è espressa anche una buona parte di popolazione della zona con un referendum che però non ha raggiunto il quorum e che quindi, indirettamente, ha avallato l'opera. ''Peraltro - prosegue Rota - paradossalmente, nelle pagine web del Parco per indicare le sue “porte” lombarde, viene proprio mostrata un’immagine del Lago Bianco e delle sue preziosissime torbiere, più uniche che rare sulle Alpi (vedi sotto), attraverso le quali si sta scavando per far passare i tubi dell’innevamento artificiale suddetto. Pura ipocrisia o sconcertante superficialità?''.

''Per tutto ciò, leggere di eventi come quello della locandina sotto pubblicata - il riferimento di Rota è, appunto, all'evento Trudi per bambini - che potrebbe anche essere interessante e utile in senso didattico anche a prescindere dal marketing commerciale che vi sta alla base, fa parecchio ridere, amaramente, sia chiaro. Forse che il Parco Nazionale dello Stelvio si sia già risolto di mostrare ai suoi giovani visitatori i propri animali nella versione di peluche ben sapendo di non essere più in grado di proteggere quelli veri, o forse così palesando di essere ormai disinteressato alla loro tutela, piegandosi ai dettami del più pernicioso e degradante turismo di massa? Sarebbe bello ricevere un chiaro e deciso diniego da parte del Parco a tutto ciò. Sarebbe bello, già''.












