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| 24 giu 2023 | 12:09

Un ponte tibetano ''necessario per dare l'effetto Wow''? C'è il referendum. Rota: ''Avanti col ritenere le montagne un banale divertimentificio per il turismo di massa''

A Vezza d'Oglio si vota domani per dire ''si'' o ''no'' all'ennesimo ponte tibetano sulle nostre montagne. Per il Comune un'opera ''necessaria'' per stupire e attirare i turisti per chi ha raccolto le firme e fermarlo l'ennesima opera inutile. Lo scrittore Rota è tra quelli che si dicono contrari: ''L’ennesima colata di ferro, cemento e asfalto come “opere necessarie”. Un ennesimo luna park alpino, come già non ce ne fossero abbastanza in giro per le nostre montagne e non creassero problemi a sufficienza, altro che sviluppo''

VEZZA D'OGLIO. Ponte tibetano sì o ponte tibetano no. Domani, domenica 25 giugno, a Vezza d’Oglio in Valle Camonica, a poca distanza da Ponte di Legno, si terrà un referendum con il quale i cittadini dovranno decidere il futuro di un ponte tibetano sulla Val Grande. Un'opera impattante e discussa che ripropone un modello di turismo che punta sull'effetto ''sorpresa'' e cerca di spettacolarizzare quel che già spettacolare è (la natura stessa) rendendo il tutto facile, veloce e fruibile ad uso e consumo delle grandi masse. Un'opera come ce ne sono tante altre, ormai, sulle Alpi e contro la quale si è schierato un nutrito gruppo di cittadini che nel mese di aprile ha raccolto le 300 firme necessarie a chiedere un referendum popolare. 

 

A guidare i ''resistenti'' all'opera il comitato Vezza Sostenibile. Il referendum, per essere valido, dovrà raggiungere il quorum di almeno il 50% + 1  degli aventi diritto al voto compresi i residenti all'estero per un totale di 800 cittadini. Questo il quesito: "Vuoi che nel territorio naturale del comune di Vezza d’Oglio venga realizzata una passerella pedonale sospesa in funi di acciaio del tipo Ponte tibetano?". Sul tema si è espresso sul suo blog anche lo scrittore Luca Rota che da anni si occupa della relazione tra i territori, i luoghi, le genti che abitano la montagna e i paesaggi che ne derivano e che di recente ha pubblicato il libro “Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne”. 

 

Rota ricorda come il ponte sorgerebbe su una laterale della Valle Camonica che dalle spalle del paese si inoltra nel territorio del Parco Nazionale dello Stelvio, verso le vette che sovrastano il Passo del Gavia. E che alla raccolta firme per chiedere il referendum si è affiancata anche una petizione su Change.org per dire “no” al ponte – in pochi giorni ha raccolto più di mille firme – che invece gli amministratori comunali definiscono «un’opera necessaria per creare un effetto Wow, che oggi manca al paese» aggiungendo che dovranno essere realizzati anche nuovi parcheggi per i 40.000 visitatori/anno previsti dal progetto, il tutto spendendo due milioni di euro.

 

''Proprio “wow”, eh - commenta Rota ironico - L’ennesimo ponte tibetano, l’ennesima colata di ferro, cemento e asfalto come “opere necessarie”. Idee originalissime per valorizzare il territorio e svilupparne il turismo, vero? Tutte cose di cui ha bisogno la montagna, già, per tutelarne il paesaggio, farne conoscere la cultura e per sostenere concretamente la quotidianità dei residenti e le loro esigenze basilari: un ennesimo luna park alpino, come già non ce ne fossero abbastanza in giro per le nostre montagne e non creassero problemi a sufficienza, altro che sviluppo. Dunque andiamo avanti così, a considerare le montagne un banale divertimentificio per il turismo di massa?''.

 

La buona notizia, però, è che il referendum c'è. Al contrario di altri posti, infatti, almeno saranno i cittadini stessi a esprimersi sul futuro di questo ennesimo gingillo milionario buono a trastullare turisti in cerca di selfie dal sapore stupefacente e che, quindi, della montagna stessa e dell'ambiente naturale che la compone interessa poco o nulla. ''Ovviamente - scrive Rota - mi auguro che nel referendum di domenica a Vezza vincano i contrari al ponte. D’altro canto il punto non è l’opera in sé e la tutela ambientale del luogo ma il principio culturale alla base di tali progetti e ciò che ne deriva dal punto di vista sociale, economico, antropologico, politico. È l’idea stessa di montagna che appare del tutto distorta, superficiale, illogica, slegata dalla realtà, fondata su convinzioni che con i territori montani non c’entrano nulla''.

 

E allora buon voto agli abitanti di Vezza d'Oglio (si potrà votare dalle 7 alle 22 in due sezioni in Comune. Gli elettori che si presenteranno alle urne dovranno avere con loro la tessera elettorale oltre ad un documento di riconoscimento).

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