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| 07 giu 2023 | 10:54

Il bidone del mangime attira l'orso alle porte dell'albergo. Il plantigrado entra nel pollaio e si porta via il secchio (FOTO e VIDEO), i gestori: "Abbiamo paura"

Il secchio di mangime è apparso un bottino facile per l'orso che è tornato in zona anche successivamente per finire quel che ancora c'era a disposizione. Ora all'hotel Brenta, che sorge sopra Comano Terme, in Val d'Algone c'è preoccupazione. A spiegare il perché sono gli stessi gestori della struttura che, intervistati da Il Dolomiti, hanno rivelato quanto accaduto negli scorsi giorni: "Restiamo in attesa che qualcuno ci dica come comportarci. La voce, nel frattempo, ha cominciato a spargersi in zona, tanto che sono stati in moltissimi a chiamarci"

COMANO TERME. Il secchio del mangime ha attirato il plantigrado e il pollaio, posto a ridosso del bosco, difeso solo da semplici reti, non ha certo funzionato da deterrente. Così nel giro di due giorni l'orso ha provveduto a presentarsi alle 'porte' dell'albergo hotel Brenta ben tre volte, riuscendo nel suo intento, prendersi il secchio con il mangime, e ferendo una delle galline. Il tutto, ovviamente, spaventando non poco i gestori della struttura e gli ospiti: "Il plantigrado è arrivato (anche ndr) intorno alle 8 di sera ed è entrato nel pollaio, che si trova proprio accanto alla casetta e ai giochi destinati ai bambini - premette Elena, moglie del titolare dell'attività, a Il Dolomiti -. Abbiamo paura".

 

"Sono ormai due anni che portiamo le nostre galline in struttura ma fino all'altro ieri non era mai accaduto nulla - esordisce l'albergatrice -. L'altra sera, invece, un orso è entrato nel nostro pollaio, ha preso il 'bidone' del mangime e se lo è portato in prossimità del bosco, dove lo ha aperto, provvedendo a svuotarne il contenuto". Fortunatamente, come sottolinea Elena, "le nostre galline sono riuscite a fuggire: 4 di loro sono state prontamente recuperate da noi mentre la quinta è rientrata a casa ieri mattina, gravemente ferita: non sappiamo se sopravviverà".

I gestori dell'albergo hotel Brenta, che sorge nel cuore del Parco Adamello-Brenta, in val d'Agone poco sopra Comano Terme, hanno subito allertato i forestali, "accorsi per fare i rilievi all'interno del pollaio, dove hanno rinvenuto peli e tracce di sangue. La preoccupazione più grande è data dal fatto che la casetta delle galline si trova proprio di fianco ai giochi per bambini - prosegue la donna -. Al momento abbiamo clienti in struttura che, come noi, sono comprensibilmente preoccupati".

 

Dopo la prima inaspettata visita, i gestori dell'attività hanno deciso di portare via i loro animali, "affidati a un ragazzo che se ne occuperà al posto nostro: la speranza era che, così facendo, l'orso non tornasse più ma ci sbagliavamo". Il plantigrado, però, dopo il facile colpo messo a segno, ghiotto di mangime, ha fatto ritorno in zona altre due volte nella serata di ieri, 6 giugno, "prima intorno alle 8 di sera, quando i clienti stavano finendo di cenare in terrazza e poi intorno alle 10, tornando nel pollaio per mangiare quel poco mangime che era rimasto e che presi da un gran daffare non eravamo ancora riusciti a portare via".

 

 

La denuncia è già stata fatta e i forestali sono stati nuovamente informati ma come cechiamo di spiegare sempre bisogna evitare di non lasciare all'esterno fonti di cibo facili per i plantigradi che altrimenti si avvicinano alle strutture abitate dall'uomo diventando sempre più confidenti e quindi potenzialmente problematici. Paradossalmente un secchio di mangime, come anche dei bidoni della spazzatura non antiorso, o le mangiatoie per attirare gli ungulati, possono rappresentare la condanna dello stesso orso che scoperto quanto è facile nutrirsi in prossimità degli uomini tornerà ad avvicinarsi.

 

"Restiamo in attesa che qualcuno ci dica come comportarci. La voce, nel frattempo, ha cominciato a spargersi in zona, tanto che sono stati in moltissimi a chiamarci - conclude Elena -. Anche i ragazzi che vengono in campeggio con la parrocchia ci hanno contattati, dicendoci che hanno paura. Chi ha case in zona non è da meno: molti stanno valutando se rinunciare alle ferie. Senza contare le disdette che ora potremmo ricevere, nonché la preoccupazione nei confronti dei nostri bambini (e quelli dei clienti ndr) che d'estate erano soliti giocare nel bosco: non so come faremo".  

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