Contenuto sponsorizzato
| 09 ago 2023 | 18:40

In carrozza con Michele Defrancesco (''Zucchero'') attraverso la Val di Fassa con i suoi splendidi Norico

Defrancesco è ormai una vera e propria istituzione in Val di Fassa (e la sua somiglianza con il mitico Zucchero Fornaciari lo rende impossibile da non riconoscere facendogli guadagnare, non a caso, il soprannome ''Zucchero''). Con lui è possibile fare un salto nel passato al rifugio Fuciade del Passo San Pellegrino: ''Un'avventura da fiaba e qualcuno durante il viaggio si commuove e mi ringrazia''

di Martina Grandis

SORAGA - PASSO SAN PELLEGRINO. Un posto mozzafiato da attraversare come si sarebbe fatto anche nel 1800: durante l’estate un giro in carrozza, l’inverno sulla slitta, ma in ogni stagione dell’anno, i veri protagonisti rimangono i cavalli e Michele Defrancesco, gestore dell’attività ‘Gite in slitta e in carrozza’ della Val di Fassa. “Un servizio che anni fa era considerato un normale mezzo di trasporto adesso – racconta Michele - sono uno dei pochi che in Trentino lo propone per tutto l’anno. In molti considerano questa, un’avventura da fiaba, e alcuni addirittura si commuovono durante il viaggio. Per me non ci può essere soddisfazione più grande”.

 

Defrancesco è ormai una vera e propria istituzione in Val di Fassa (e la sua somiglianza con il mitico Zucchero Fornaciari lo rende impossibile da non riconoscere facendogli guadagnare, non a caso, il soprannome ''Zucchero''). I mezzi di trasporto, come ormai qualsiasi cosa, si sono evoluti e sono in continua trasformazione. Ma fare un salto nel passato è possibile al rifugio Fuciade del Passo San Pellegrino. Accompagnati da Michele con il suo cappello a cilindro e il particolare gilet che ricostruisce, quella che era, la divisa da cocchiere di un tempo, e la sua parlantina guida i passeggeri in un percorso di due ore che resta lo stesso sia in inverno che in estate.

 

Si parte dalla malga di Passo San Pellegrino, si prosegue passando per il Rifugio Miralago, fino ad arrivare al Rifugio Fuciade, dove si ferma per 30 minuti, prima di ritornare alla base di partenza. Durante il tragitto si è circondati dalla natura, dal verde e da un paesaggio mozzafiato che le montagne trentine regalano tutti i giorni. Il bello è che questo percorso è una strada chiusa al traffico quindi non ci sono macchine o moto a guastare il momento. “Oltre al panorama che lascia d’incanto - sottolinea Michele - è solito per me raccontare gli aneddoti del bosco, le storie antiche della tradizione, ai più piccoli riferire dei simpatici gnomi che popolano queste zone e ai più grandi dare qualche nozione su quel che andiamo a visitare”.

 

Ma come è iniziato tutto? “I cavalli – spiega Michele - li ho sempre avuti, e da sempre ho avuto un buon feeling con questo animale. Inizialmente, avevo due cavalli Norico adulti, poi decidendo di aprire questa attività con gli anni sono diventati sempre di più, fino ad adesso che in totale sono 10. I primi due anni di attività, il servizio era partito solo per l’inverno, ed era nato con l’intento di riportare in vita un’attività che anni e anni fa rappresentava l’unico mezzo di trasporto”. Una slitta, due cavalli, un simpatico cocchiere e un panorama che lascia senza parole, erano sufficienti per incantare tutte le persone che si regalavano questa esperienza. Poi, a distanza di due anni, l’attività ha preso il via ricoprendo anche la stagione estiva: da dicembre ad aprile viene proposta una gita in slitta, da giugno a settembre un giro in carrozza.

 

Un progetto che è piaciuto a tutti fin dall’inizio, e per tutto l’anno regala emozioni straordinarie. “Ai bambini questa attività piace tantissimo - aggiunge - infatti, lavoro molto con le famiglie. Poi però ci sono anche quelli che regalano questa esperienza ai loro cari. Per anniversari e fughe d’amore, ai propri nonni e anche, perché no, alcuni si portano il loro cagnolino che, spesso e volentieri va super d’accordo con i cavalli”.

 

“I cavalli sono di razza Norico adulta e, hanno una temperatura corporea di 40 gradi, ottima per stare in alta quota con le basse temperature - conclude Michele Defrancesco-. In estate i cavalli vanno al pascolo lavorando a turni in modo tale da non stancarsi troppo, e allo stesso modo funziona in inverno. In molti non sanno che in realtà questa razza è in via d’estinzione perché, con la società automatizzata, nessuno li utilizza più. Se prima i cavalli Norici venivano impiegati come animali da traino o da lavoro, adesso i trattori, le auto e le macchine hanno preso il loro posto. Io sono stato fortunato a incontrarli e oggi insieme abbiamo trovato un nostro posto dove lavorare insieme aiutandoci l'uno con l'altro''.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 20 luglio | 13:51
Da Bolzano ad Affi il tempo di percorrenza è di oltre 30 minuti superiore al normale. Si tanno registrando anche 4 chilometri di code [...]
Cronaca
| 20 luglio | 13:02
L'operazione della Guardia di Finanza. A distanza di anni dalla stagione criminale che insanguinò il Veneto, il patrimonio costruito con i [...]
Cronaca
| 20 luglio | 13:33
Una serie di eventi meteorologici avversi avevano bloccato la precedente fase esplorativa del gruppo sul Monte Canin, nel 2025. Ora il Club [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato