''Una slitta militare usata per trasportare cibo e rifornimenti sul ghiacciaio, simbolo di resilienza e ricordo delle dure sfide affrontate dai soldati oltre un secolo fa"
Al Rifugio Lobbia Caduti dell’Adamello, l’esperto della Grande Guerra Marco Gramola fa rivivere la storia di una slitta militare. Oggi, questi reperti restituiti dal ghiacciaio sono un toccante monito: mentre il ghiaccio si ritira, non solo svela la storia, ma ci chiede quale futuro stiamo costruendo per le montagne — e per noi stessi

TRENTO. Quando si parla di ghiacciai la memoria assume diversi significati. Nell'epoca del cambiamento climatico, innanzitutto, la memoria è ricordo dei ghiacciai che furono (Qui Articolo) e le cui apparenze oggi, sotto i colpi del continuo innalzamento delle temperature, sono così radicalmente diverse rispetto a un tempo.
I ghiacciai però sono in sé memoria, da più punti di vista. Rappresentano un “registro” naturale, che permette agli esperti di ricostruire condizioni climatiche e addirittura eventi del passato che hanno avuto un impatto sull'ambiente a livello continentale (Qui Articolo). Infine, i ghiacciai sono memoria storica, scenario di avvenimenti – nel bene e nel male – profondamente umani.
E da questo punto di vista, quando si parla del ghiacciaio dell'Adamello il riferimento non può che andare ai tragici anni della 'guerra bianca', quando durante il primo conflitto mondiale gli eserciti italiano e austriaco si sono trovati a scontrarsi in alta quota, lungo la fredda linea del fronte che correva anche oltre i 3mila metri di quota.
Ed è proprio questo il punto di partenza del focus realizzato negli scorsi giorni da Visit Trentino – l'ente di promozione turistica della Provincia di Trento – sull'Adamello, dove insieme all'esperto di Prima guerra mondiale (e già presidente della Commissione storica Sat) Marco Gramola si è discusso del ritiro del fronte del ghiaccio e dei reperti che, dopo decenni e decenni, continuano a venire alla luce.
Utensili quotidiani, equipaggiamenti militari e slitte da trasporto: strumenti che, oltre cento anni fa, rappresentavano la vita di tutti i giorni per i soldati di entrambi gli schieramenti, facendosi oggi oggetti di memoria da custodire con cura.
“Questi reperti – spiega infatti Gramola – rappresentano quella che è stata la vita del soldato durante la Grande guerra. Siamo nel gruppo dell'Adamello, nel settore occidentale del fronte e qui l'ambiente era glaciale. Tutti gli spostamenti e tutti gli approvvigionamenti potevano avvenire solamente con l'ausilio di slitte. Qui al rifugio Lobbia Caduti dell'Adamello sono stati raccolti i reperti recuperati dal ghiacciaio in tempi recenti”.
Nel video si mostra in particolare una vecchia slitta in legno, un mezzo importantissimo che, trainato dai cani, serviva per il trasporto degli approvvigionamenti per le truppe. “Questa – aggiunge l'esperto – è stata una guerra estrema, probabilmente non si ripeterà. Ma ciò che è successo deve rimanere un monito per tutti noi. Dobbiamo mantenere anche questa memoria”.













