"In montagna per ricreare la foto degli influencer, spesso con attrezzatura non adeguata", l'appello: "Così ci si mette in pericolo: non fatevi ingannare"
L'appello del Soccorso alpino: "Attenzione a come viene rappresentato l'andare in montagna sui social media: sempre più spesso, infatti, riceviamo segnalazioni di video o di foto che possono indurre in errore sui principi fondamentali della sicurezza. Belle immagini, paesaggi incantevoli ma magari attrezzatura non adeguata o consigli dati da persone non competenti"

TRENTO. "Attenzione a come viene rappresentato l'andare in montagna sui social media: sempre più spesso, infatti, riceviamo segnalazioni di video o di foto che possono indurre in errore sui principi fondamentali della sicurezza". E' un appello apparso nelle scorse ore sulla pagina Facebook del Soccorso alpino lombardo, che sottolinea: "Belle immagini, paesaggi incantevoli ma magari attrezzatura non adeguata o consigli dati da persone non competenti".
Che in quota il numero di persone non preparate sia incredibilmente aumentato lo dimostra, non a caso, il crescente numero di interventi del Soccorso alpino: "La montagna sta diventando una sorta di luna park in cui approdare senza pagare il gettone. Oggi molti partono senza aver nemmeno consultato una cartina o un bollettino meteo". A dirlo qualche tempo a fa a Il Dolomiti Fabio Bristot, membro della direzione del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico, che spiegava: "In non pochi casi si preferisce affidarsi ai consigli dell'influencer di turno, mettendo a rischio la propria vita e quella dei soccorritori".
Un numero, quello degli escursionisti, che negli anni è incredibilmente aumentato, mostrando anche dei cruciali cambiamenti, come aveva raccontato a Il Dolomiti anche la rifugista del Pian de Fontana Elena Zamberlan (QUI ARTICOLO): "Un tempo si contattavano gli organi competenti come Cai, rifugisti o guide alpine per informarsi al meglio su di un percorso, con tanto di cartina geografica cartacea alla mano. Oggi, questi 'attori' della montagna sono stati spodestati da Google, i social e i loro influencer, in molti casi sprovveduti che possono arrivare a dare pericolosi 'consigli'. Ormai chiunque può creare 'mode' sui social: la montagna, però, non è un moda ma la pratica d'una cultura", che richiede accorgimenti e conoscenze.
Una situazione che non a fatto altro che peggiorare, fra escursionisti con gli zoccoli sui ghiacciai e persone che hanno dovuto lanciare l'allarme poiché incapaci di proseguire. Sono stati molti, non a caso, nel tempo gli appelli lanciati dai soccorritori: "Andare in montagna, in particolare quando in quota ci sono neve e ghiaccio, richiede molta attenzione".
Attenzione da prestare tanto in estate quanto in inverno, a partire dalla scelta delle calzature, che devono essere adeguate al tipo di attività, stagione e terreno che si intende percorrere. Inoltre, come sottolineano dal Soccorso alpino, è importante non sopravvalutare il proprio grado di preparazione: "I più sono convinti che per imparare a fare un nodo o una ferrata basti guardare un tutorial su internet: non c'è nulla di più sbagliato - aveva fatto notare Bristot -. Sebbene anch'io sia profondamente convinto che la montagna è di tutti, sono anche certo del fatto che, molti luoghi, non sono per tutti".
"Servono preparazione fisica e mentale anche per le gite più 'banali'". Prima di partire, "è essenziale essere consapevoli della propria preparazione ed essere in grado di scegliere i compagni giusti". Insieme, risulterebbe importante anche "organizzare la propria uscita con qualche giorno d'anticipo, contattando guide alpine o le sezioni Cai per pianificare il tutto al meglio, raccogliendo informazioni sul posto in cui si vorrebbe andare". Risposte e informazioni che andrebbero 'sommate' alla consultazione del bollettino meteo e delle cartine geografiche cartacee. Insomma, mai portarsi in quota solo perché si è vista qualche bella fotografia sui social o affidandosi a consigli di chi di montagna ne capisce ben poco (Google maps compreso).












