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La Lessinia punta sulla ristorazione in 4 malghe e sull'allevamento: "Non si potrà arrivare con l'auto ma solo a piedi o in bici per non snaturare un luogo unico"

Il progetto del Comune di Ala è di riqualificare quattro malghe per abbinare ristorazione e allevamento nel rilancio della Lessinia. L'assessore Stefano Gatti: "Puntiamo sul turismo dolce per valorizzare le caratteristiche peculiari di un territorio incontaminato ma anche per recuperare edifici storici" 

Di Luca Andreazza - 26 novembre 2023 - 10:26

ALA. Aaa cercarsi gestori di punti ristoro. Il futuro della Lessinia? Un turismo slow per valorizzare le caratteristiche di un territorio rimasto praticamente incontaminato. Ecco che il territorio vuole puntare sull'alpeggio e sulla ristorazione. Dopo un primo tentativo nel 2020 il Comune di Ala è riuscito a cambiare la destinazione d'uso nella variante del Piano regolatore per poter sviluppare l'area senza però appesantire la zona di opere e infrastrutture. 

 

L'idea è quella di ristrutturare quattro malghe, cioè Malga Bordala, Malga Fratte, Malga Sega e Malga Cornafessa, per ampliare l'offerta del territorio. Gli edifici sono di proprietà comunale e per questo si punta sul partenariato pubblico-privato, con quest'ultimo che investe risorse per riqualificare e adeguare gli edifici in cambio di un contratto di affitto di medio-lungo periodo.

 

"Gli edifici sono storici e quindi sono tutelati dalla Sovrintendenza, questo garantisce la salvaguardia di un'architettura molto particolare", commenta Stefano Gatti, assessore del Comune di Ala. "Ma in questo momento le strutture sono poco o scarsamente utilizzate come base d'appoggio per l'attività di alpeggio. L'intenzione è quella di recuperare gli immobili e ampliare l'offerta turistica con un prodotto in grado di valorizzare le caratteristiche del territorio". 

 

La volontà del Comune è quella di stimolare l'imprenditorialità, senza rinunciare all'alpeggio. Gli allevatori, se naturalmente interessati, avranno la priorità per riqualificare gli edifici e poi gestire l'intero compendio. Altrimenti le strade malga-zootecnia possono dividersi nel tentativo di mantenere entrambe le offerte. 

 

"L'esempio che seguiamo è simile a quanto avviene sulla parte veneta della Lessinia", spiega Gatti. "Le malghe possono essere gestite da privati o da associazioni, penso al Gruppo micologico di Ala per Malga Fratte. Il Comune non ha le risorse e l'agilità per poter intervenire direttamente, ma contiamo sulla volontà e la lungimiranza dei privati nell'investire in un luogo naturale. In questo modo possiamo coniugare sostenibilità  ambientale, economica e sociale tra indotto, posti di lavoro, recupero di edifici storici e presidio del territorio".

 

Un altro punto fermo è che non c'è la previsione di nuove costruzioni. Solo interventi di recupero. "Le malghe non saranno raggiungibili con l'auto, ma gli escursionisti devono comunque andare a piedi o in bici: si tratta di 10 minuti di percorso, massimo mezz'ora", prosegue Gatti. "Vogliamo assolutamente puntare sul turismo dolce rispettoso di un ambiente unico e incontaminato. L'idea è quella di creare un circuito tra le strutture, senza dimenticare il polo museale del centro storico di Ala con il museo del pianoforte e quello del velluto per unire cultura, visite guidate e scoperta del territorio".

 

Contestualmente si pensa alla sistemazione di alcuni percorsi, soprattutto la segnaletica. Ora i prossimi passi sono il via libera del servizio urbanistica della Provincia e il semaforo verde del Consiglio comunale. Poi si procederà tramite una manifestazione di interesse per avviare il progetto. "L'intenzione è quella di partire all'inizio del prossimo anno. Riteniamo questa un'opportunità importante per valorizzare la zootecnia e il turismo in un ambiente peculiare", conclude Gatti.

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