"Morta mia nonna mi sono chiesta cosa fare con tutta quella frutta. Oggi vivo realizzando marmellate in alta quota", storia di Alice Pompanin
Tutto è partito da alberi che affondano tenaci e antiche radici a oltre 1.200 metri di quota. E' la storia di Alice Pompanin e delle sue conserve: "Dopo la morte di mia nonna mi sono chiesta cosa fare della tanta frutta prodotta dai suoi alberi. Così, ho deciso di puntare tutto sulle conserve: prodotti semplici, realizzati in un mondo in cui i più puntano a fare cose complicate. Sono convinta che il bello della vita risieda anche in questo: nell'imparare ad apprezzare le piccole cose"

CORTINA D'AMPEZZO. Tutto è nato dalla preziosa eredità della nonna, venuta a mancare una decina di anni fa. Alberi che affondano tenaci e antiche radici a oltre 1.200 metri di quota a Cortina d'Ampezzo, producendo frutti con i quali Alice Pompanin realizza "non una marmellata qualunque, ma conserve che nascono in montagna, in un territorio non votato all'agricoltura - anticipa la donna a Il Dolomiti -. Mai, mi sarei mai immaginata di fare questo lavoro". Una "concatenazione di eventi" che ha dato il via ad un inaspettato impiego "che oggi mi rende felice".
"L'idea di produrre marmellate è nata ormai una decina di anni fa - esordisce Alice - quando mia nonna è venuta a mancare, lasciando in eredità i suoi alberi da frutto, che sorgono nei pressi della casa di famiglia". Piante eccessivamente produttive, "soprattutto per una famiglia come la mia, che non ama le conserve - premette Pompanin -. Così, ho deciso di provare a fare esperimenti di vario tipo, nel tentativo di trovare la ricetta giusta per conservare la molta frutta prodotta dai nostri alberi".
Sono servite fatica, pazienza e tante prove, prima di giungere alla decisione finale: "Ho pensato che, se per secoli della frutta ne era stata fatta marmellata, forse avrei dovuto farla anche io. Sapendo che i miei parenti non ne avrebbero mangiata e che la produzione sarebbe stata abbondante per un consumo meramente 'domestico', ho pertanto pensato, due anni fa, di dare vita alla mia piccola azienda "Alta quota in conserva" per vendere i miei prodotti".

Non marmellata qualsiasi, quelle di Alice, la cui frutta nasce a 1.224 metri di quota, "in una zona che certamente non punta sull'agricoltura, viste l'altitudine e le temperature - fa notare la produttrice -. La mia non è una produzione massiccia, poiché lavoro da sola e mi affido agli alberi che già c'erano, quelli della nonna, insieme a qualche pianta in più piantata da me". Oltre ai ribes, gli albicocchi e i peri (per citarne alcuni ndr), le marmellate di Pompanin racchiudono anche il sapore dei boschi di Cortina "dove raccolgo sambuco, rosa canina ed erbe spontanee".

Una produzione sorprendente, considerate le temperature (e conseguenti gelate) che possono essere registrate a Cortina: "Alcune delle mie piante, come gli albicocchi, sorgono non a caso a ridosso dei muri di casa, proteggendosi così dal freddo: se venissero piantati in pieno campo non riuscirebbero di certo a produrre i frutti". A causa della variazione delle temperature la produzione di anno in anno cambia a seconda della disponibilità: "Il cambiamento climatico sicuramente ha 'giocato' lo scorso anno a mio favore: qui 2 o 3 gradi in più registrati qui hanno consentito di produrre davvero tantissima frutta, soprattutto pere".
La raccolta dei frutti viene fatta principalmente a mano, con un metodo "lento e piacevole: il contatto con la natura è sicuramente la mia parte preferita di questo lavoro - ammette la 35enne -. Dalla raccolta si passa poi al laboratorio, il mio piccolo mondo di 13 metri quadri, comprensivo di magazzino, in cui cucino e invasetto le mie preparazioni, realizzate con la frutta migliore, a differenza delle grandi aziende, che tendenzialmente la marmellata la fanno con prodotti di scarto".
In totale sono circa 14, le marmellate che oggi Alice vende a clienti "in continuo aumento - conclude entusiasta -. Tutto è nato in maniera molto inaspettata e conseguente all'aver ereditato quegli alberi. Ciononostante, oggi sono felice di realizzare un prodotto semplice, in un mondo in cui i più puntano a fare cose complicate. Sono convinta che il bello della vita risieda anche in questo: nell'imparare ad apprezzare le piccole cose".


















