Olimpiadi, i trampolini di Pragelato, il bob di Cesana e il Freestyle di Sauze l'Oulx? "Moniti dal passato, sarebbe un peccato ripetere a Cortina gli errori di 20 anni fa"
E' sempre più accesa la discussione sull'opportunità di completare la riqualificazione della pista da bob di Cortina. Le riflessioni dell'antropologo e scrittore Pietro Lacasella, blogger di Alto Rilievo/Voci di montagna

CORTINA D'AMPEZZO. I trampolini di Pragelato, l'impianto di Freestyle di Sauze d'Oulx, il bob a Cesana, il biathlon di Sansicario. "Sono moniti dal passato". L'eredità pesante dei Giochi invernali di Torino. E il rischio riguarda di ripetere questo schema per le Olimpiadi 2026 di Milano-Cortina. "Sarebbe un peccato, a nemmeno vent'anni di distanza, inciampare sugli stessi errori". Le considerazioni del blogger, antropologo e scrittore Pietro Lacasella.
Costi altissimi e tempi sempre più stretti. Sono tanti i dubbi sull'opportunità di investire sulla riqualificazione della pista Eugenio Monti a Cortina per le Olimpiadi del 2026. Un'opera discussa e dibattuta, tanti i cittadini e le associazioni contrarie alla decisione di portare avanti questo piano perché non sostenibile, anche nel lungo periodo. Troppo alto il rischio che l'impianto ammodernato diventi una cattedrale nel deserto e venga abbandonato, come già successo a Torino nel 2006. L'invito e gli appelli sono quelli di fermarsi prima che sia troppo tardi.
Nelle scorse ore è intervenuta anche Cipra Italia che, con le numerose associazioni ambientaliste, ha indicato già da tempo come la miglior soluzione sia il ricorso a un impianto già esistente o che necessiti di lavori dai costi ridotti. E si guarda a Innsbruck. Proprio Lacasella, con Marco Albino Ferrari, hanno intrapreso per il Dolomiti un percorso in bici da Cortina d'Ampezzo a Innsbruck. La distanza è di 168 chilometri: "Poche ore di macchina qualche giorno di pedalata sulla ciclabile. L'Italia avrebbe la possibilità di diventare portavoce di una nuova modernità con coraggio" (QUI L'APPROFONDIMENTO "Da Cortina a Innsbruck in bici per le Olimpiadi 2026").
Anche il Cio ha dichiarato di essere favorevole a una soluzione all’estero. Nel frattempo il bando di gara per l'affidamento dei lavori relativi all'intervento "Cortina sliding center - lotto 2 - riqualificazione pista Eugenio Monti" è andato deserto, ora si è passati alla procedura negoziata. Ma i tempi sono strettissimi, la deadline per avviare i cantieri è l'autunno perché l'impianto deve essere pronto entro il 2025 per i test events.
Ma oltre ai costi e la sostenibilità economica, c'è anche quella ambientali e i possibili danni alla zona. A rischio un lariceto secolare. Ecco la riflessione e il contributo di Pietro Lacasella di Alto-Rilievo / voci di montagna.
La valle, coperta di larici, in autunno è un incanto. Proprio in questo paesaggio fiabesco sorgono, abbastanza acciaccati, i trampolini olimpici di Pragelato.
Furono realizzati in occasione di Torino 2006 e costarono la bellezza di 34,3milioni di euro. Sono fermi dal 2008.
Non è andata meglio all'impianto del Freestyle di Sauze d’Oulx, costato 9 milioni e chiuso dopo appena sei giorni di attività (è stato smantellato nel 2012).
Per non parlare della pista di Bob di Cesana, rimasta in funzione solo sei anni. Ha ospitato una ventina di eventi (olimpiadi comprese) ed è costata 110 minioni. Eppure c'era un impianto già pronto ad appena un’ora di auto, a La Plagne, in Francia, ma sarebbe stata un'onta troppo grande chiedere un aiuto ai cugini francesi: "Se le olimpiadi sono in Italia, la pista di Bob dev'essere in Italia".
Sorte simile è toccata al "jumping hotel", situato alla base dei sopracitati trampolini, 120 posti letto e 20 milioni di costo, e all’impianto del biathlon di Sansicario (altri 6 milioni). Questa è l'eredità di Torino 2006.
Nel 2026 le olimpiadi invernali torneranno in Italia con la formula ibrida Milano-Cortina. Come ormai tutti sanno, tra gli altri interventi è in programma il rinnovamento della pista di Bob di Cortina. Le stime ci dicono che l'operazione costerà 120milioni, più i costi di manutenzione annua. Anche in questa occasione, a breve distanza (Innsbruck), ci sarebbe una pista a disposizione. È infatti in corso la ristrutturazione dell’impianto austriaco di Igls, che dovrebbe concludersi per l’inizio della stagione invernale 2024-25 e dunque in tempo per consentire il collaudo in vista dei Giochi del 2026.
Sarebbe un peccato, a nemmeno vent'anni di distanza, inciampare sugli stessi errori. Non varrebbe forse la pena mettere da parte l'orgoglio nazionale così da ampliare ulteriormente gli orizzonti territoriali di queste olimpiadi, considerato che saranno comunque distribuite su un'area molto vasta?
Sarebbe una scelta innovativa e lungimirante, di grande apertura e soprattutto di rispetto nei confronti dei territori alpini. Un esempio per le olimpiadi del futuro.














