Prima il distacco e poi la valanga sommerge la statale per Passo Gardena, soccorso alpino in azione per verificare non vi fossero persone coinvolte
E' successo oggi e in azione sono entrati subito i soccorsi, i pompieri e le forze dell'ordine ma, fortunatamente, nessuno era in pericolo. L'inverno che si è chiuso è stato particolarmente pesante in Alto Adige per gli incidenti con valanghe

PASSO GARDENA. Una grossa valanga è scivolata sul crinale che sovrasta la strada statale per Passo Gardena finendo per sommergerla. L'evento è stato molto impattante e la strada è rimasta completamente bloccata dalla grossa slavina.
Sul posto si sono portati i vigili del fuoco, il soccorso alpino e il servizio stradale e le forze dell'ordine. Il soccorso alpino ha verificato che non vi fossero persone coinvolte avanzando metro per metro sulla parte di neve svicolata a valle ed accertandosi che nessuno fosse rimasto coinvolto. Ora non resta che far entrare in azione ruspe e gatti delle neve per ripulire la strada e mettere, poi, in sicurezza il versante. Il pericolo valanghe in quota c'è a causa dell'innalzarsi delle temperature e della pioggia che, per questo, cade anche in quota.
“A maggio – spiegava la direttrice dell'Ufficio meteorologia e prevenzione valanghe dell'Alto Adige Michela Munari – passeremo dall'immissione quotidiana del bollettino al blog. Nessun bollettino non significa, però, l'assenza di pericolo valanghe”. Quello appena passato è stato un inverno pesante sul fronte delle vittime registrate in alta quota: il numero di incidenti da valanga e di vittime in Alto Adige infatti, dicono le autorità, è stato superiore alla media e, in particolare nel Nord-Est della Provincia, all'inizio di febbraio si è registrato un periodo con “problemi valanghivi rilevanti per gli aspetti di protezione civile”.
Ripercorrendo alcuni dei drammi consumatisi in Provincia di Bolzano nel corso del 2023, il 10 gennaio a Selva di Val Gardena una valanga ha travolto il carabiniere Giovanni Andriano, morto in ospedale dopo tre giorni di agonia (Qui Articolo). Un paio di settimane dopo, il 25 gennaio, Hans Happacher (Qui Articolo) ha perso la vita durante un'escursione sul Monte Pelmo, travolto da una valanga larga 100 metri e lunga circa 600. Appena due giorni dopo invece, uno scialpinista 54enne, Carluccio Sartori, è stato ritrovato ancora in vita sotto una valanga, dopo essere rimasto per oltre 20 ore sepolto dalla neve (Qui Articolo) con una temperatura corporea scesa fino a 23 gradi centigradi.
Altre due vittime, sono state registrate tra il 3 ed il 4 febbraio in Valle Aurina e a Marebbe (in località Gran Fanes) dopo il distacco di due valanghe (Qui e Qui Articolo), mentre, sempre in Valle Aurina, altri due scialpinisti (un 51enne e una 33enne) sono stati travolti e uccisi da una massa di neve in località Sasso Nero, a circa 1.700 metri di quota, il 26 marzo (Qui Articolo). All'inizio di aprile poi, nella zona di Vallelunga, altre due persone (un uomo di 67 anni ed una donna di 46) sono morte durante un'escursione sul Tiergartenspitz (Qui Articolo).
A livello meteorologico, dicono gli esperti, lo scorso inverno è stato “mite e abbastanza secco” e “le altezze della neve misurate presso le stazioni di osservazione sono state le più basse mai registrate”. A causa della scarsa quantità di neve, l'inverno è stato quindi caratterizzato dal problema degli strati deboli persistenti nel manto nevoso, che rendono difficile la valutazione del pericolo valanghe: “Questo inverno – spiegano le autorità provinciali – ha dimostrato quanto sia importante un'attenta pianificazione delle gite anche quanto c'è poca neve”.














