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Trentino, cala il turismo estivo. Asat: "La montagna ha perso appeal", in aumento il prezzo medio delle camere

Se nell’estate 2022 la percentuale di occupazione si attestava sul 74,5%, nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre 2023 lo stesso tasso è sceso al 72,2%

Di GF - 18 ottobre 2023 - 16:11

TRENTO. Il turismo in Trentino? Un'estate tra luci e ombre con un dato certo: la “montagna ha perso appeal”. E' quanto sostiene il vicepresidente dell'Asat, l'Associazione Albergatori ed Imprese Turistiche della Provincia di Trento, Alberto Bertolini, nel corso della conferenza stampa di presentazione di “Hotel 2023”, la fiera internazionale per hôtellerie e ristorazione che si svolgerà a Bolzano dal 23 al 26 ottobre .

 

Dall'analisi illustrata da Bertolini le città sono in crescita in termini turistici, ed anche le località lacustri del Trentino hanno tenuto, sebbene con un leggero calo. Sofferenti, come già detto, le destinazioni di montagna. “Certamente – ha spiegato il vicepresidente di Asat - uno dei fattori ad avere inciso negativamente in tal senso è stato il meteo. Ma anche il maggior 'peso' dei turisti italiani in alta quota, rispetto a quelli stranieri, combinato con la condizione economica che ha ridotto la capacità di spesa nel Belpaese, è una causa da non sottovalutare nella 'contrazione' dell’afflusso turistico”.

 

E' stato fatto poi riferimento ai dati della piattaforma di hospitality data intelligence H-Benchmark che riceve dalle diverse strutture ricettive alberghiere le prenotazioni, le aggrega e restituisce in tempo reale una nutrita serie di indicatori di performance, strategici per lo sviluppo del business sia della destinazione che della singola struttura. Eccone l’elaborazione.

 

I DATI

In Trentino cala l’occupazione delle stanze nel comparto turistico: se nell’estate 2022 la percentuale di occupazione si attestava sul 74,5%, nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre 2023 lo stesso tasso è sceso al 72,2%. Meno turisti sul territorio, perciò.

 

Aumenta il ricavo medio per camera in trattamento B&B, con un rialzo di 8 euro. Nel 2022, infatti, il ricavo medio per una stanza in trattamento B&B era di 163,6 euro, mentre nell’estate appena trascorsa tale indicatore è salito a 171,6 euro. È quanto emerge dai dati statistici pre-consuntivi elaborati dall’Ufficio marketing e ricerche dell’Asat attraverso il software H-Benchmark nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre.

 

PERDITA DI 'APPEAL' DA PARTE DELLA MONTAGNA

Emerge una perdita di “appeal” da parte della montagna trentina. La percentuale di occupazione, infatti, si è abbassata dal 70,5% dello scorso anno al 65,8% dell’estate 2023 (meno 6,7%). Come per l’intero Trentino, però, il ricavo medio per stanza in trattamento B&B è aumentato (più 7,2 euro) passando dai 153,6 euro del 2022 ai 160,8 euro del 2023.

 

LAGHI

Più contenuta la diminuzione del tasso di occupazione nel caso della destinazione “laghi”: dall’85% del 2022, infatti, si passa al 83,9% del 2023, il che si traduce in una debole flessione dell’indicatore (meno 1,3%). Simile, invece, l’incremento del ricavo medio per stanza in trattamento B&B (più 7,4 euro), determinato da un valore di 197,7 euro che ha contraddistinto il 2022 comparato con i 205,1 euro che invece caratterizzano l’estate 2023.

 

LE CITTA'

Senza timore di smentita è il dato relativo alle «città» trentine a distinguersi per la stagione estiva 2023: il tasso di occupazione delle camere, infatti, è in deciso aumento (più 4,4%) nel 2023 (79,1%) rispetto al medesimo valore rilevato nel 2022 (75,8%). Ne consegue un cospicuo incremento del ricavo medio per stanza in trattamento B&B (più 9,6 euro; da 102 euro nel 2022 a 111,6 euro nel 2023).

 

Va anche detto, per concludere, che l’analisi in oggetto prende in considerazione, separatamente, le strutture ricettive a 3 stelle e 3 stelle superior e quelle a 4 stelle e 4 stelle superior. In tal senso, il calo della percentuale di occupazione è decisamente più marcato nel caso di hotel a 4 stelle e 4 stelle superior (meno 4,2%; da 78,6% nel 2022 a 75,1% nel 2023) rispetto al caso di hotel a 3 stelle e 3 stelle superior (meno 1,4%; da 72,4% nel 2022 a 71,4% nel 2023).

 

 

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