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“Abbiamo soccorso una ragazza colta da malore e raccolto rifiuti abbandonati: quando salite in rifugio ricordatevi che dietro alle ‘piccole cose’ c’è molto di più”

Rifugio non è soltanto un pasto caldo e un riparo, ma molto di più. È presidiare il territorio, accogliere, vivere momenti di gioia ma anche (purtroppo) di amarezza. Il gestore del Telegrafo: “Noi ci siamo sempre. Ma non sempre è facile. Quando salite ad un rifugio, pensate a quello che si realizza lassù ogni giorno, non valutatelo nell'effimera immediatezza del momento in cui ci siete di passaggio”

Di S.D.P. - 24 giugno 2024 - 20:39

VERONA. "Oggi giornata di pioggia, l'ennesima dall'inizio della stagione, fattore che va a complicare la gestione di un'azienda così peculiare, più che univocamente i guadagni. Ma siamo aperti, ben consapevoli della nostra funzione di presidio in alta quota, specie ora che è iniziata l'estate e che la "tradizione" vuole che si sia entrati nella stagione dei rifugi".

 

È una lunga (ma necessaria) riflessione, quella fatta da Alessandro Tenca, gestore del rifugio Telegrafo Gaetano Barana, sul Baldo, che sui social ha tenuto a spiegare (visto quanto accaduto) "cosa è giusto accettare e cosa no in un rifugio". 

 

Partendo dal presupposto che in questo periodo "è giusto contate sull'apertura delle strutture in quota, a prescindere dal meteo", il rifugista ha scelto di raccontare quanto visto nella sua struttura nel corso degli ultimi giorni, situazioni che sono inevitabilmente cambiate molto anche in base al meteo.

 

"Oggi c'è stata pochissima gente in giro visto il maltempo - spiega - ma il poter accogliere e dare ristoro (una pasta al pomodoro) e riparo (un tetto e la stufa accesa) a una squadriglia di boy-scout, approdata in rifugio, ci ha riempiti di gioia e felicità, nonostante il meteo".

 

Diverso è stato invece sabato 22 giugno, giornata caratterizzata dal "bel tempo, anche oltre le aspettative delle previsioni che in questi giorni sono sempre state cinicamente precise e chirurgiche - prosegue il gestore del Telegrafo -. Tanta gente in giro, tanto casino, alcuni anche con la fretta che non si addice a questo periodo di forte singhiozzo nell'afflusso". 

 

Proprio nel corso della giornata, una ragazza ha avuto un malessere mentre si trovava nella sala del rifugio: "Abbiamo chiamato i soccorsi e la giovane è stata portata via d'urgenza in elicottero senza sapere esattamente cosa fosse successo - ricorda -. Il giornale parla del Telegrafo, ma chi si ferma a ragionare sulla reale funzione del rifugio in questi momenti? 'Cassetto pieno' direte, ma un po' di amaro, dico io".

 

E prosegue: "Alla sera, poi, sceso sotto i portici a sistemare quanto il forte vento il giorno prima aveva scombinato e, ben nascosto tra il nostro materiale, in zona chiusa al pubblico, ho trovato un bel sacchetto della spazzatura con lattine di birra, vasi di cetriolini in agrodolce, pane, affettati... di un'allegra combriccola di città, come rivelava lo scontrino".

 

"Tutta roba che pesava più in salita che in discesa, tutta roba inserita in un sacchetto della spazzatura portato per l'occasione: alla stregua di un crimine premeditato. Ecco, queste cose non le segnaliamo perché abbiamo voglia di lamentarci della pioggia o della maleducazione. Le segnaliamo per farvi capire cosa succede quassù, quanto amiamo il nostro lavoro, cosa sappiamo di dover mandar giù, dove e come sappiamo di dover farci trovare pronti e presenti".

 

E conclude: "Quando salite ad un rifugio, pensate a quello che si realizza lassù ogni giorno, non valutatelo nell'effimera immediatezza del momento in cui ci siete di passaggio. Buona estate di escursioni a tutti".

 

 

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