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| 13 ago 2025 | 11:33

"Dentro il giubbotto di un soccorritore non c'è solo attrezzatura: c'è la memoria di una vita salvata e il peso di chi, purtroppo, non ce l’ha fatta": la riflessione dei tecnici

"Dentro al giubbotto di un soccorritore non ci sono solo cordini, moschettoni, lampada frontale, barrette energetiche. C'è la prontezza di partire, il peso della responsabilità, la forza della squadra, e sempre, nascosto in una tasca, un piccolo portafortuna regalato da chi ci vuole bene, che ci ricorda il valore di tornare a casa"

Dentro il giubbotto di un soccorritore non c'è solo attrezzatura
Foto Soccorso alpino e speleologico Umbria

TRENTO. "Per molti è solo un giubbotto. Un capo alta visibilità, utile a farsi notare". A parlare sono i tecnici del Soccorso alpino e speleologico dell'Umbria (ma vale per i soccorritori di tutta Italia), che negli scorsi giorni hanno voluto pubblicare sui social una riflessione su di un indumento cruciale per il Corpo, ma che rappresenta in realtà molto di più.

"Per un soccorritore - si legge infatti su Facebook - il jacket è molto di più. È il segnale che una chiamata è arrivata, che da qualche parte c’è qualcuno che ci aspetta, magari impaurito, ferito, solo. Dentro non ci sono solo cordini, moschettoni, lampada frontale, barrette energetiche".

 

"C’è la prontezza di partire - proseguono - il peso della responsabilità, la forza della squadra, e sempre, nascosto in una tasca, un piccolo portafortuna regalato da chi ci vuole bene, che ci ricorda il valore di tornare a casa". 

 

E quando il jacket si deteriora, non è solo usura: "Sono segni di esperienze vissute, di momenti che restano impressi per sempre - fanno notare i soccorritori -. C’è la memoria di una vita salvata e il peso silenzioso di chi, purtroppo, non ce l’ha fatta. Indossare il jacket significa diventare luce per chi è nel buio, sicurezza per chi è in pericolo, voce per chi non riesce a farsi sentire".

 

"Perché per noi, questo giubbotto non è solo un indumento - concludono -. È un impegno. È una promessa. È il primo passo verso chi ha bisogno di noi".

 

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