Tre nuovi cuccioli per il Soccorso Alpino Veneto: brevetto per Sky, Storm e Nala. Darman: "Un impegno continuo, ma salvare vite ripaga ogni sforzo”
Luca con Sky, Simone con Storm e Giuliana con Nala sono i nuovi cuccioli che hanno concluso il lungo percorso per entrare nel gruppo cinofili del Cnas, spiegato dall’istruttore Alessandro Darman:" Un processo graduale attraverso il gioco, l’interazione e la creazione di un forte legame di fiducia”

BELLUNO. Al Soccorso Alpino e Speleologico del Veneto sono arrivati tre nuovi protagonisti a quattro zampe: Sky, Storm e Nala. Tre cuccioli che hanno ufficialmente completato l’impegnativo percorso formativo e sono entrati far parte delle Unità Cinofile del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnas).
Al loro fianco, tre soccorritori che hanno deciso di affrontare questa sfida: Luca del Soccorso Alpino di Recoaro-Valdagno con Sky, Simone e Giuliana, entrambi di San Vito di Cadore, con i loro compagni Storm e Nala.
Un percorso lungo e faticoso, fatto di dedizione, addestramento e un legame profondo tra uomo e animale. A raccontare come si diventa cinofili è Alessandro Darman, istruttore presso la Scuola Nazionale Unità Cinofile Ricerca in Superficie del Cnas.
“Prima di tutto - spiega Alessandro - per diventare cinofilo bisogna essere già un Osa, un operatore del soccorso alpino. La qualifica di cinofilo è una specializzazione tecnica all’interno del corpo, una figura che richiede molto tempo e una grande disponibilità personale”.
La vita del cinofilo, infatti, è tutt’altro che semplice: “Oltre al lavoro che si svolge nella propria stazione - continua Darman- bisogna dedicare molte ore all’addestramento, alla formazione e al mantenimento delle competenze del cane. È una scelta impegnativa, che comporta un forte senso di responsabilità”.
Il primo passo è individuare il cucciolo giusto, una delle fasi più delicate: “Si valutano diverse razze - spiega l’istruttore - ma le più indicate per la ricerca sono i pastori tedeschi, i border collie e i malinois. Tra i requisiti fondamentali ci sono curiosità, agilità, socialità e una buona struttura fisica. Da una cucciolata si capisce quasi subito quali soggetti hanno il temperamento giusto”.
Quando il cucciolo, di circa due mesi e mezzo, arriva a casa, inizia il vero percorso formativo. L’addestramento si divide in due parti: l’obbedienza e la preparazione fisica.
“All’inizio non si pretende troppo - racconta Alessandro - perché il rischio è di ‘chiudere’ il cane, di togliergli entusiasmo. Tutto avviene gradualmente, attraverso il gioco, l’interazione e la creazione di un forte legame di fiducia”.
Successivamente si passa al lavoro pratico, con l’introduzione del gioco associato all’odore umano come riferimento: “Una volta che il cane associa l’odore al gioco, il grosso del lavoro è fatto - spiega Darman - La parte più difficile arriva dopo: insegnargli l’abbaio per la segnalazione. La ricerca per loro è naturale, è una caccia, ma l’abbaio non lo è, e va costruito con pazienza”.
Il percorso formativo prosegue con il superamento di due esami nazionali: “Il primo, il brevetto di classe A, arriva tra i sei e i dieci mesi - precisa Alessandro - serve per testare le capacità di base, ma il cane non è ancora operativo. Il secondo step, circa un anno dopo, è la prova vera: una ricerca in ambiente vasto e impervio, che può durare anche un’ora. Il cane deve muoversi in autonomia e segnalare il ritrovamento fino all’arrivo del conduttore”.
Solo al termine di queste prove, e dopo un percorso di circa 20 mesi, il cane può dirsi ufficialmente operativo: “Prima di quell’età non sarebbe abbastanza maturo- conclude Darman - e anche dopo il brevetto, il lavoro non finisce: ogni anno è previsto un aggiornamento per mantenere la qualifica. È un impegno continuo, ma la soddisfazione di salvare una vita ripaga ogni sforzo”.
Sky, Storm e Nala, arricchiscono in questo modo il gruppo cinofili del Soccorso Alpino Veneto, dove dietro ai loro conduttori si nasconde una storia fatta di sacrifici, impegno ma sicuramente tanta passione.












