Cani smarriti, senza guinzaglio, o soli in giardino: poca cultura cinofila? L'educatrice: “C’è più voglia di conoscere il cane, ma manca consapevolezza sulle razze”
In queste festività natalizie, periodo in cui purtroppo si continua, perlopiù senza consapevolezza, a mettere cuccioli sotto l’albero, Il Dolomiti ha intervistato Elena Zanardo, che ha da poco inaugurato il suo nuovo centro “Cani a Canè”, per capire cosa vuol dire conoscere e gestire il proprio cane

LIMANA. “Il mio scopo è aiutare cani e proprietari a trovare un equilibrio nel loro rapporto”. In queste festività natalizie, periodo in cui purtroppo si continua, perlopiù senza consapevolezza, a mettere cuccioli sotto l’albero, il Dolomiti è andato a trovare un’educatrice cinofila che ha da poco inaugurato il suo nuovo centro per capire cosa vuol dire conoscere e gestire il proprio cane.
Elena Zanardo lo insegna da 14 anni. Iscritta all’Apnec (Associazione professionale nazionale educatori cinofili), ha recentemente aperto “Cani a Cané” a Limana, dopo oltre 10 anni di attività a Mel: una struttura più completa, dove ha portato anche la sua casa.
“Lavorare qui è più agevole - confessa - perché nei buchi tra le lezioni posso stare con le mie figlie e bere qualcosa di caldo anziché aspettare in macchina. In più ho molte idee e questo spazio mi permette di realizzarle”.
Una sfida partita in salita: dopo aver vinto un bando europeo per l’imprenditoria femminile, ha dovuto rifiutarlo a causa di ritardi nell’esecuzione dei lavori. “Erano 150 mila euro - spiega - e non li ho mai nemmeno presi, nonostante fosse trapelato il contrario. Non è stato facile, ma con l’aiuto di mio marito, gli amici e molti clienti abbiamo fatto in autonomia quello che potevamo. C’è chi addirittura si è offerto di scavare per le reti: un bel riscontro di comunità”. Ora questa scuola per cani (e proprietari) conta 5 campi con diversa destinazione (sportiva, agility dog, rally obedience, scent game), ha l’illuminazione notturna, e l’idea è realizzare un campo coperto e un asilo diurno.
Non mancano anche gli spazi per la divulgazione culturale, tasto dolente oggi tra continue notizie di animali smarriti, cani che inseguono animali selvatici, o semplicemente incapacità di comprenderne le esigenze: come siamo messi? “Negli anni c’è stata un’evoluzione. Qui - spiega - cerco di fare cultura alla portata di tutti, ma è qualcosa che richiedo anche a chi vuole venire a lavorare: spesso vedo curricula di persone che hanno seguito solo corsi online per educatori nel fine settimana, mentre è indispensabile conoscere l’anatomia del cane e maturare esperienza sul campo. Dall’altro lato, tra i proprietari ci sono sia più informazione che più disinformazione sul mondo cinofilo”.
Tornano infatti i social, dove brevi reel dispensano consigli come se il rapporto con il cane non richiedesse tempo. “Molti - afferma Zanardo - sono convinti di risolvere un problema comportamentale in un paio di settimane. In realtà i cani sono complessi e hanno esigenze specifiche”. Qual è il problema più comune tra chi si rivolge a un centro cinofilo? “Vogliono soprattutto migliorare la gestione quotidiana - risponde - e da questo punto di vista c’è più informazione, o meglio più volontà di capire il cane. Ad esempio faccio lezioni di ‘cane urbano’: alcuni educatori ritengono che i cani debbano vivere solo in natura, ma è irrealistico. Io non obbligo a tenerli in città, ma insegno che possono vivere serenamente anche lì”.
E poi lezioni individuali, socializzazione, classi per cuccioli: vanno bene per tutti i cani? “Ogni esemplare è diverso, così come ogni razza - ammette - e su questo la consapevolezza è davvero poca. In pochi vengono qui prima di prendere il cane per partire con il piede giusto, altri invece credono che uno vale l’altro ma non è così. Spesso si seguono le mode, adesso è il turno di lagorai, border collie e pastori australiani ma sono razze con spiccata indole da lavoro, a cui non basta lanciare un bastone in giardino”.
Quindi via libera a webinar sul perché e come scegliere un cane. “La maggior parte dei clienti segue anche i corsi, ma l’importante è la coerenza casalinga, come in tutti gli ambiti educativi. Non bastano le ore di lezione - sottolinea - e vale anche per le attività sportive, che per me non sono performative ma servono a costruire un rapporto e far divertire il cane, che poi anche nel quotidiano dimostra più attenzione al proprio umano”.
Infine, il dibattito sulla libertà: solo guinzaglio o si può liberare ogni tanto? “Dipende dal rapporto. Molti - conclude Zanardo - affermano che il cane va solo tenuto al guinzaglio, come previsto dalla legge. Tuttavia il cane ha bisogno di libertà e la può avere, in certi ambienti, anche con una corda lunga se ben gestita. Bisogna quindi educare sia le persone sia i cani: puoi lasciarlo libero solo se hai pieno controllo sulla risposta ai richiami”.












