Contenuto sponsorizzato
Belluno
11 febbraio | 15:52

Protezione civile: ecco i nuovi mezzi di trasporto per le emergenze (FOTO), e nel 2026 si pensa a un nucleo cinofilo e corsi per avvicinare i giovani

Il gruppo di Belluno di protezione civile ha presentato i nuovi mezzi acquistati, utili sia per gli spostamenti sul territorio che per le emergenze, e con l’occasione è stato fatto il punto sull’attività svolta nel 2025 e i progetti per l’anno in corso

BELLUNO. Nuovi mezzi in dotazione, un bilancio positivo per il 2025 e i progetti futuri: il gruppo dei 42 volontari della Protezione civile del capoluogo ha presentato oggi risultati e prospettive del lavoro sul territorio. “Sono fiera di un gruppo che vanta al suo interno il fiore all’occhiello di una specificità che non tutti hanno: la tutela dei beni culturali” commenta l’assessora Gloria De Kunovich.

 

Nella mattinata di mercoledì 11 febbraio sono stati presentati i nuovi mezzi acquistati per il supporto delle attività di formazione e di intervento sul territorio, anche extra-comunale. Si tratta di un Fiat ducato cassonato (in comodato d’uso gratuito dalla Provincia), un Ford ranger con verricello e un Nissan 9 posti passo lungo - utile sia in caso di spostamenti extra-territoriali sia per trasferire la popolazione in caso di calamità. Qui l’acquisto è avvenuto grazie a un contributo regionale e al co-finanziamento comunale: 56 mila euro per il Nissan (di cui 36.400 euro dalla Regione e 19.600 euro comunali) e 52 mila euro per il Ford (29.600 euro dalla Regione e 22.400 euro dal Comune).

Si aggiungono poi un mini escavatore con benna e pinze, per il quale il Comune ha investito 19.300 euro mentre la Regione ha contribuito con 1.525 euro come riconoscimento sulla base delle ore di attività svolte e del numero di interventi, gli acquisti di dispositivi di protezione e attrezzature (circa 10 mila euro) e l’erogazione di corsi di formazione. Inoltre, i volontari sono dotati di 40 radio tetra, simili a quelle della polizia locale, per poter comunicare con il centro operativo comunale (Coc) in qualsiasi punto si trovino, anche dove la connessione è carente.

Diverse, si diceva, le attività svolte nel corso dell’anno: oltre allo spostamento della sede del gruppo e il rinnovo del Coc presso la sede della polizia locale, i volontari hanno erogato la formazione per le calamità ai funzionari comunali, sono intervenuti in supporto dei vigili del fuoco durante eventi meteorologici importanti, hanno contribuito a Borca di Cadore nel far fronte agli eventi franosi e si sono recati (7 volontari) a Roma per l’assistenza durante il Giubileo dei giovani. Tradotto, tutto ciò ha prodotto 2.200 ore di attività, 335 presenze e 271 giornate di intervento.

 

Per il 2026, invece, mentre rimane attiva la reperibilità a intervenire nel contesto olimpico (richiesta dalla Regione), è in programma a breve la presentazione dei nuovo Piano di protezione civile comunale e trapela l’intenzione di creare un gruppo cinofilo.

 

“Inoltre - aggiunge il coordinatore Massimo Zanella - vogliamo coinvolgere sempre più giovani tra 11 e 17 anni. Abbiamo quindi pensato al progetto ‘L’officina della protezione civile’ con diversi tavoli tematici, tra cui uno per imparare a conoscere i beni culturali e un corso sull’uso delle apparecchiature e per capire come si gestisce un’emergenza. In collaborazione con la polizia locale, c’è poi un progetto per la sicurezza in strada e infine uno sulla storia della protezione civile, con prova dei dpi e approfondimento del Piano con i ragazzi. Contiamo di procedere nei mesi estivi”.

 

Infine il gruppo di tutela e salvaguardia dei beni culturali, la cui presenza è spesso richiesta anche fuori dal territorio comunale. “Siamo nati - afferma Paola Colle - grazie all’ultimo corso erogato dalla Regione nel 2022, durante il quale due di noi hanno acquisito le competenze teoriche e pratiche per intervenire in caso di eventi post emergenziali. Tuttavia abbiamo poi trasmesso le competenze ai colleghi e ora siamo circa in 10 a essere formati”.

 

Diverse le esercitazioni fatte, tra Vittorio Veneto, Venezia, Polesine e Belluno. “Lo scorso autunno, ad esempio, eravamo in una chiesa a Venezia - spiega - per gestire la mobilitazione di materiale e lo spostamento detriti: è importante avere personale che sappia dove mettere le mani per non creare ulteriori danni al patrimonio e agire con tempestività prima che si formino batteri e muffe”.

 

Anche qui non mancano i progetti per il futuro: in particolare, si sta lavorando per creare un coordinamento regionale di tutti i gruppi di tutela dei beni culturali per collaborare in caso di emergenze e offrire formazione più specifica.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 25 giugno | 06:00
Dai problemi informatici, l'eccessivo numero dei codici bianchi alla carenza di personale. Sono diverse le sfide che deve affrontare il Pronto [...]
Cronaca
| 25 giugno | 06:38
Un salvataggio andato a buon fine: è la storia di Willy, caduto in un burrone mentre era a Caltabellotta con il suo umano Walter. Tutta una [...]
Cronaca
| 24 giugno | 19:07
Editore, saggista e politico, oggi alla guida della casa editrice People, Giuseppe Civati riflette sul rapporto tra intelligenza artificiale e [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato