Tanti ospiti nei rifugi ''a volte molto maleducati'', l'allarme dai gestori: ''Penali per chi prenota e non si presenta. Coca cola e patatine fritte non sempre ci sono''
si è appena conclusa con la chiusura degli ultimi rifugi dell'Alpenverein Südtirol (AVS), il Radlseehütte e il Tiefrastenhütte. Il bilancio tracciato dai gestori, riunitisi in questi giorni per il tradizionale rendez-vous di fine stagione, è nel complesso positivo, soprattutto per gli ottimi numeri, ma c'è il rovescio della medaglia: ''Manca il galateo d'alta quota''

BOLZANO. La stagione escursionistica 2025 si è appena conclusa con la chiusura degli ultimi rifugi dell'Alpenverein Südtirol (AVS), il Radlseehütte e il Tiefrastenhütte. Il bilancio tracciato dai gestori, riunitisi in questi giorni per il tradizionale rendez-vous di fine stagione, è nel complesso positivo, con un numero di pernottamenti che è rimasto stabile nonostante un mese di luglio particolarmente piovoso.
Tuttavia, accanto ai dati incoraggianti emerge un campanello d'allarme riguardante il comportamento di una parte degli ospiti.
I rifugisti hanno lamentato una crescente mancanza di rispetto per il cosiddetto "galateo di alta quota" e per le particolari condizioni della vita in rifugio. Martin Knapp, responsabile del reparto Rifugi e sentieri dell'AVS, ha voluto fare chiarezza su cosa significhi davvero un soggiorno in quota: "Il galateo mira a sensibilizzare e a fare appello alla responsabilità individuale. Risorse come l'acqua e l'energia sono scarse, specialmente nei rifugi ad alta quota: non è sensato aspettarsi che ovunque ci siano docce, acqua calda corrente, Wi-Fi, Coca Cola e patatine fritte".
Troppo spesso, infatti, gli ospiti arrivano con aspettative più adatte a un hotel che a una struttura di montagna, finendo per manifestare frustrazione verso i gestori. Un altro punto critico sollevato è quello relativo alle prenotazioni e, soprattutto, alle cancellazioni. I rifugisti devono affrontare due fenomeni: le cancellazioni dell'ultimo minuto, spesso dopo prenotazioni effettuate mesi prima, e i temuti "no-show" (prenotazioni non onorate) che causano un danno economico e gestionale.
"La maggior parte dei nostri gestori è giunta alla conclusione che sia opportuno introdurre delle penali di cancellazione, pur sostenendo le spese per il pagamento con carta di credito" ha riferito Martin Niedrist, collaboratore del reparto Rifugi e sentieri. L'AVS si prepara dunque ad affrontare la prossima stagione non solo con strutture rinnovate, ma anche con un appello rafforzato a tutti gli escursionisti: la montagna richiede rispetto, consapevolezza delle risorse e, non da ultimo, cortesia.


















