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Trento
08 giugno | 11:22

Al via "Il bosco resiliente della tempesta Vaia", un sentiero per scoprire le dinamiche naturali e le funzioni protettive delle foreste

Questo sentiero in val di Fiemme attraversa una zona di bosco di circa 20 ettari completamente atterrato dalla tempesta Vaia. Il percorso prevede anche dei QrCodes per approfondire i vari temi

Al via "Il bosco resiliente della tempesta Vaia", un sentiero per scoprire le dinamiche naturali e le funzioni protettive
di Redazione

LAVAZE'. E' attivo il percorso naturalistico “Il bosco resiliente della tempesta Vaia", una passeggiata per osservare le dinamiche naturali del bosco (Qui approfondimento su L'AltraMontagna). Questo percorso si trova al Lavazè nella zona di Malga Varena e si sviluppa sul versante a monte della strada statale 620 poco prima del passo.

 

Questa proposta attraversa una zona di bosco di circa 20 ettari completamente atterrato dalla tempesta Vaia, dove le piante non sono state rimosse e lo avvolgono da ogni lato. E' stato realizzato in collaborazione da Comune di Ville di Fiemme e Servizio foreste della Provincia con il sostegno del Rotary Club di Fiemme e Fassa e della ditta Alta Quota.

 

Gli obiettivi del percorso sono anche scientifici e didattici per testimoniare quanto avvenuto nelle foreste colpite dalla tempesta. Si tratta, infatti, di un’area lasciata alla sua dinamica naturale, una sorta di museo a cielo aperto, una meta per ricercatori e studenti ma anche turisti che potranno osservare come nel tempo si riprenda ma anche si evolva naturalmente un bosco schiantato.

 

Aspetto scientifico: fornirà un campo per lo studio nel tempo dei processi rigenerativi e della funzione protettiva di un bosco abbattuto. A tale proposito alcuni studi sono già stati condotti dal Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e meccanica dell'Università di Trento (professoressa Maria Giulia Cantiani) e altri sono in programma.

 

Aspetto didattico: consentirà un facile accesso all'interno dell'area devastata da parte di escursionisti e persone che potranno osservare da vicino la forza riparatrice della natura. Mostrerà inoltre come il bosco stesso, pur abbattuto, possa assicurare ancora, adesso e in futuro la protezione della strada sottostante dal pericolo di distacco di valanghe, evitando costosi e impattanti interventi con opere artificiali.

 

Il percorso: il sentiero si sviluppa ad anello si raggiunge facilmente in auto dal passo Lavazè lungo la strada per passo Oclini parcheggiando nel piazzale in corrispondenza del ponte dalle pista di skiroll poco prima di Malga Varena. Si prosegue poi a piedi salendo brevemente la strada forestale in direzione Sud fino a raggiungere il valico che si affaccia sulla val Gambis dove è posto un pannello con una descrizione sintetica del percorso e la sua mappa.

 

Sul pannello, con testo anche inglese e tedesco, ci sono dei QrCodes. Il primo rimanda alla pagina dell'Azienda per il turismo che contiene tutti i dati del sentiero e consente di seguire il percorso con lo smartphone. Il secondo invece collega a una descrizione più estesa dell'ambiente percorso. 

 

Gli ultimi due QrCodes sono invece pensati per approfondire il tema della funzione protettiva dei boschi disastrati nei confronti del distacco di valanghe, rimandano a due articoli apparsi sulle riviste forestali specializzate "Sherwood" e “Dendronatura”. L'ideatore di questa iniziativa è Bruno Crosignani, ex direttore dell'Ufficio distrettuale Forestale di Cavalese.

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