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Trento
19 novembre | 12:52

Dalla tempesta Vaia all'epidemia di bostrico, la seconda vita della foresta alpina: sguardi e dati dall’Università di Bolzano

L'appuntamento della Magnifica comunità di Fiemme è l'ultimo evento collaterale del progetto culturale promosso dal museo di Cavalese nell'ambito del bando Euregio. I temi sono "Rigenerazione naturale in Val Calamento: cosa ci insegna la natura" e "Vaia, bostrico e carbonio: cosa sta cambiando in Alto Adige". Ospiti Leonardo Montagnani e Angelica Lessio

di Redazione

CAVALESE. A cinque anni dalla tempesta Vaia, che nell’ottobre 2018 ha devastato migliaia di ettari di bosco nelle Alpi orientali, il tema della rigenerazione forestale e del bilancio del carbonio torna al centro dell’attenzione. Per approfondire ciò che sta accadendo nei territori colpiti e comprendere quali strumenti abbiamo per accompagnare la rinascita del bosco in un contesto climatico sempre più instabile, il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme propone un incontro pubblico di grande attualità.

 

L’appuntamento alle 20.30 di venerdì 21 novembre (Ingresso gratuito. Posti limitati, prenotazione obbligatoria) rappresenta l’ultimo evento collaterale del progetto culturale promosso dal museo di Cavalese nell’ambito del bando Euregio dedicato al cinquecentesimo anniversario delle Guerre Contadine del 1525. Il 13 dicembre, alle 17.30, i curatori del progetto Alice Zottele e Tommaso Dossi, con la consulenza scientifica dell’Ufficio tecnico forestale della Magnifica Comunità di Fiemme, inaugureranno l’esposizione “Il bosco e le piante nella crisi climatica attuale: il caso della Magnifica Comunità di Fiemme”, la restituzione finale del percorso avviato nel giugno 2025 tra conferenze, escursioni, incontri e presentazioni che hanno coinvolto il pubblico in una riflessione ampia sul presente e sul futuro dell’istituzione e del suo patrimonio forestale.

 

Nel corso della conferenza saranno trattati i seguenti temi: "Rigenerazione naturale in Val Calamento: cosa ci insegna la natura" e "Vaia, bostrico e carbonio: cosa sta cambiando in Alto Adige".

 

Una recente ricerca condotta in Val Calamento ha censito migliaia di giovani piantine nate spontaneamente dopo Vaia. Le analisi statistiche mostrano con chiarezza che la rigenerazione non avviene in modo casuale: la natura “sceglie” con precisione dove far ricrescere il bosco; alcuni fattori ambientali favoriscono l’attecchimento dei nuovi alberi, mentre altri lo limitano; interpretare questi segnali è essenziale per intervenire nelle aree più fragili e garantire una rinascita forestale stabile e resiliente.

 

Si va poi in Alto Adige. In condizioni normali, le foreste assorbono ogni anno oltre 500.000 tonnellate di carbonio, equivalenti a circa 2 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Un solo ettaro di bosco è in grado di compensare le emissioni annuali medie di una persona.

 

Tuttavia, eventi estremi e ripetuti come la tempesta Vaia e la diffusione massiccia del bostrico tipografo hanno ridotto in modo significativo la capacità dei boschi di immagazzinare carbonio. Le ricadute sul bilancio climatico provinciale sono rilevanti e impongono di ripensare le strategie di gestione forestale, orientandole verso approcci adattativi in grado di preservare le funzioni ecologiche del bosco nel lungo periodo.

 

A intervenire Leonardo Montagnani, professore straordinario presso la Facoltà di scienze agrarie, ambientali e alimentari della Libera Università di Bolzano, è tra i massimi esperti delle interazioni tra ecosistemi e atmosfera.

 

I suoi ambiti di ricerca comprendono: misure micrometeorologiche ed eddy covariance; bilanci di carbonio in ecosistemi forestali e agricoli; dinamiche della CO₂ all’interno della chioma; sostenibilità e funzionamento degli ecosistemi nel lungo periodo. Autore di 149 pubblicazioni scientifiche e con un H-index di 59, ha pubblicato su riviste di rilievo internazionale come Nature, Nature Communications e Nature Ecology & Evolution. E' inoltre Principal Investigator del sito Icos Renon, nodo italiano dell’infrastruttura europea per l’osservazione del carbonio.

 

E Angelica Lessio, 22 anni, originaria di un maso isolato sopra il Lago di Caldonazzo, Angelica ama definirsi una persona che non smette mai di chiedere “perché?”. Questa curiosità, unita alla passione per la natura e il foraging, l’ha condotta a Bolzano, dove si è recentemente laureata in Scienze agrarie, degli alimenti e dell’ambiente montano. Presenterà i risultati della sua ricerca sulla rigenerazione naturale in Val Calamento.

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