"Ha dato tutto alla montagna e la montagna se l'è preso", l'addio a Franchini di una comunità colpita al cuore: "Umile, una brava guida e un fortissimo alpinista"
La guida alpina e noto alpinista è morto a 35 anni durante una ascesa in Perù. Un dolore enorme per la comunità che piange Tomas Franchini: "Ci vogliono 10 giorni o due settimane circa per il rientro del corpo. C'è l'angoscia che sia ancora lontano e questo allunga il dolore"

TRENTO. "Ha dato tutto alla montagna fino all'ultimo secondo e la montagna se l'è preso". Queste le parole di Michele Cereghini. Il sindaco di Pinzolo esprimere il cordoglio di una comunità colpita al cuore per la tragica morte di Tomas Franchini durante una ascesa in Perù. "Un ragazzo giovane, estroverso e caparbio, tecnicamente un alpinista forte e preparato".
Un lutto che colpisce il Trentino e la val Rendena in particolare, così come tantissimi mondi legati a doppio filo con le terre alte. "Viveva la montagna in tutti i suoi aspetti ma era molto attento alle esigenze dei giovani e avrebbe voluto portare avanti tanti progetti", prosegue il sindaco di Pinzolo. "Il pensiero di tutti va al fratello, con il quale era molto legato, ma soprattutto alla mamma e al papà che perdono un figlio così giovane, un dramma assoluto: una lacerazione che purtroppo non troverà mai pace".
Un dramma acuito dai tempi lunghi per riabbracciare la salma. Non solo per il recupero del corpo, c'è poi la burocrazia. "Ci vogliono 10 giorni o due settimane circa", spiega Cereghini. "C'è l'angoscia che sia ancora lontano e questo allunga il dolore della comunità". L'attesa per un ultimo abbraccio lascia il territorio ancora di più nel tormento.
La guida alpina e noto alpinista di Madonna di Campiglio stava compiendo un'ascesa con un collega sul Monte Cashan nella zona di Huaraz a nord del Perù quando è precipitato per il cedimento, secondo le ricostruzioni, di una cornice di neve e roccia.
Nella giornata di domenica 2 giugno sono stati persi i contatti e sono state ore di apprensione e preoccupazione con le ricerche che si sono subito attivate. Nelle scorse ore, il suo corpo è stato purtroppo ritrovato senza vita: Franchini è morto a soli 35 anni.
A comunicarlo il fratello Silvestro a piangere l'inseparabile fratello e da sempre "compagno d'avventure" con una fotografia di Tomas bambino: "Uniti eravamo invincibili ma ci siamo separati, le cose facili non ci sono mai piaciute. I soccorritori han fatto fatica a trovarti perché guardavano per terra: dovete guardare in cielo, lui ora è la ciablina magra che vola, dovete guardare lì, non dovete guardare giù. Hai vissuto poco ma hai lasciato il segno".
Si è aggiunto l'alpinista cileno Cristobal Señoret Zobeck, che si trovava sulle Ande con Tomas, quando l'ha visto precipitare: "Hai percorso la cresta in maniera ineguagliabile, muovendoti con molta calma e godendoti le tue montagne. Non ho mai pensato che per un alpinista come te ci potesse essere un viaggio senza ritorno. Farò tesoro di ogni secondo in cui sono stato al tuo fianco, mi sento molto fortunato a poter dire che sei mio amico, mio fratello".
Ma subito sono stati innumerevoli i ricordi, enorme la commozione per la scomparsa del giovane alpinista. A unirsi al dolore della comunità il Collegio delle Guide alpine del Trentino.
"Una persona umile, una brava guida e un indiscusso, fortissimo arrampicatore e alpinista, anche e soprattutto considerando l'incredibile mole di attività in solitaria", ricorda il presidente Gianni Canale, che aggiunge come il suo carattere, estremamente mite, lasciasse comunque trasparire una bontà innata e la grande disponibilità e gentilezza che ne caratterizzava i rapporti con gli altri, compagni di cordata e non. "Nell’ultimo mese si era anche interessato alle selezioni per poter diventare Istruttore nazionale delle Guide alpine e mi aveva chiesto un parere in tal senso".
Il 35enne Tomas Franchini aveva completato i corsi da Aspirante nel 2013, insieme al fratello maggiore Silvestro, per poi diventare Guida alpina nel 2016, a soli 27 anni. Grande amante dell’alpinismo esplorativo, aveva preso parte negli anni a diverse spedizioni extraeuropee, fra cui ricordiamo quelle in Patagonia, Perù e Cina. Proprio alcune sue salite nell’Himalaya cinese, quella all’inviolata parete ovest del Monte Edgar nel 2016 e quella in solitaria alla parete est del Lamo She nel 2019, gli sono valse due candidature al Piolet d’Or, considerato il massimo riconoscimento mondiale a livello alpinistico.
"Oltre a ricordarlo a nome del Collegio, vorrei aggiungere anche un mio ricordo personale, da semplice amico", prosegue Canale. "L'ultimo messaggio che ho scambiato con Tomas è stato giovedì 30 maggio quando mi ha inviato una sua foto dalla cima del Monte Cashan, prima di puntare alla Cima Principale, il Cashan Grande. Un saluto dei suoi, corredato da una frase semplice e schietta, che mi ha fatto un enorme piacere e che oggi me lo fa ricordare nell'ambiente che amava e dove si sentiva felicemente a casa".
Anche la Società alpinisti tridentini si è stretta al dolore di amici e familiari per una vita spezzata troppo presto. "Sei stato più di un grande alpinista. Tu eri la montagna, la roccia, la salita, la vetta. Ti cercheremo sui sentieri del tuo Brenta, in un raggio di sole che illumina il passo, in un soffio di vento che accarezza il volto, in un'emozione inattesa che scalda l'anima. Ciao Tomas", conclude l'Azienda per il turismo Madonna di Campiglio.













