Per il Nevegàl si pensa 'alla vecchia': cannoni sparaneve e impianti di risalita per circa 15 milioni di euro. Ecco il rilancio targato Tolomeo
Dopo la peggiore stagione di sempre, con i problemi legati ai cambiamenti climatici che rendono sempre più difficile sciare dappertutto per il Nevegàl si pensa a un rilancio vecchio stile. Tra le iniziative si pensa di sistemare le piste delle Erte, Col Toront, ampliare la Coca bassa per favorire l’utilizzo serale e, se possibile, realizzare un parco avventura e percorsi downhill

BELLUNO. Un progetto da realizzarsi in non più di 3 anni, che prevedere un investimento tra i 12 e i 15 milioni di euro e la necessaria presenza di partner privati a sostenere l'iniziativa. Il cosiddetto rilancio del Nevegal è stato 'svelato' nelle scorse ore dalle istituzioni e gli enti e associazioni che da anni si occupano del tema. I protagonisti di questo progetto di rivitalizzazione sono il comune con il sindaco De Pellegrin, Uoffy Italia, società che si sta occupando di rendere appetibile il colle, e il Consorzio Tolomeo di Brescia che si occuperà degli impianti di risalita e dell'innevamento artificiale.
Soddisfatto il primo cittadino Oscar De Pellegrin che ieri ha dichiarato di vedere una svolta in questa sinergia pubblico-privato, per una valorizzazione definitiva del Nevegàl, ringraziando Nevegal 2021 per aver creduto fino in fondo nel colle, e permesso di traghettarlo nel futuro, e per le due nuove società che se ne occuperanno: “Della gestione degli impianti se ne parla da anni specie negli ultimi quando, dal 2019, è iniziato un iter costellato di lungaggini e burocrazia dove la precedente amministrazione, su spinta di dichiarazioni della regione che ipotizzava ingenti somme per l’ammodernamento degli impianti, pensò di intraprendere la via di renderli pubblici. Il tutto si è protratto nel 2022 quando anche noi abbiamo provato a seguire la stessa strada con una gara, dai parametri più stringenti, andata a vuoto e una seconda che prevedeva, una volta acquisiti gli impianti, di darli in gestione alla Ati con Dolomiti Strade e Nevegàl 2021. Partendo dai presupposti che oggi tanti impianti in Italia sono privati e gestiti con fondi pubblici e che la stagione 2023-24 del Nevegàl è stata disastrosa, si è pensato di tracciare una nuova strada mantenendo gli impianti privati ma con nuovi investitori”.
Pare che di investitori sul colle ne stiano arrivando più di uno e questo grazie ad un lavoro fatto da almeno 9 mesi da Uoffy Italia che, coinvolgendo le tre associazioni presenti sul colle nello specifico Associazione Proprietari Nevegal, Nevegallika e Amici del Nevegal e gli operatori dei rifugi, ha analizzato il territorio e individuato le sue potenzialità che, a detta della società, sono enormi e nascoste ma non adeguatamente esaltate: “Bisogna prendere atto in maniera oggettiva, e attraverso i dati elaborati da personale qualificato, di quali siano i punti di forza di questo comprensorio e da lì elaborare dei piani di sviluppo, delle prospettive da presentare agli investitori di modo da evolvere e portare business proprio come abbiamo iniziato a fare con la partenza della ex seggiovia che diventerà un locale capace di intercettare un pubblico giovane anche dai comuni limitrofi e da fuori provincia. Così ci aspettiamo di riuscire a convincere anche altri imprenditori attraverso la filosofia dei piccoli passi che fatti uno alla volta ci faranno raggiungere l’obiettivo” ha commentato Lorenzo Baldanello di Uoffy.
Sindaco e Baldanello si sono detti concordi sul fatto che il colle abbia bisogno di togliersi di dosso le lamentele, le polemiche e la negatività che da anni lo contraddistinguono e focalizzarsi su un approccio propositivo e di valorizzazione. A tal proposito Uoffy ha anticipato che in estate uscirà anche un portale online dal nome “We love Nevegàl” che, forse per la prima volta, riunirà tutte le opportunità, esperienze e pacchetti che interessano il comprensorio. Tra i soggetti coinvolti dallo studio anche Nevegàl 2021 che da Uoffy è stata messa in contatto con il consorzio Tolomeo portando quest’ultimo a scoprire il territorio e convincendolo ad investire nella gestione degli impianti tutto l’anno. “Preciso che crediamo in questo progetto e abbiamo investito soldi e tempo in questo senza chiedere nulla all’amministrazione ma rischiando noi” ha concluso Baldanello.
Il consorzio Tolomeo è composto da 4 società, 2 di Alessandro Pietroboni e 2 del socio Devis Biena, ed è nato nel 2020 per gestire impianti e neve nella Alta Valsusa; Uoffy ha proposto loro di ampliare gli orizzonti investendo anche a Belluno e i soci si sono detti molto interessati a tale operazione di subentro nelle quote della Nevegàl 2021: “Il primo passo è già stato fatto dall’amministrazione con il progetto di realizzazione del lago in quota per l'approvvigionamento idrico mentre il secondo fondamentale per noi riguarda la realizzazione degli impianti di innevamento, con un notevole upgrade tecnologico, per consentire in futuro di sciare su circa 12 chilometri di piste e dal ponte dell’Immacolata, indipendentemente dall’arrivo delle nevicate, così da intercettare pubblico per tutto il periodo natalizio in cui si hanno i maggiori introiti. Il Nevegàl non deve sostituirsi alle grandi località sciistiche ma è molto utile ai ragazzi, a coloro che vogliono imparare a sciare e comodo da raggiungere per tutti quelli della pianura” ha commentato Pietroboni.
Per realizzare questi progetti, è stato poi spiegato, servirà anche l’intervento con finanziamenti pubblici dedicati che, dall’anno scorso, vedono nei bandi voluti dalla ministra Santanchè un valido strumento che sul colle Tolomeo pensa di usare per la realizzazione dell’impianto di innevamento con una stima di 3-5 milioni di spesa. Per quanto riguarda invece gli impianti di risalita Pietroboni ha dichiarato che una seggiovia nuova piacerebbe a tutti ma bisogna stare attenti alla sostenibilità economica: un impianto ad agganciamento automatico o una ovovia costano in gestione ed elettricità fino a 5 volte l’attuale seggiovia che trasportando 1800 persone all’ora risulta sufficiente per il contesto del Nevegàl.
Si pensa invece di sistemare le piste delle Erte, Col Toront, ampliare la Coca bassa per favorire l’utilizzo serale e, se possibile, realizzare un parco avventura e percorsi downhill.












