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Trento
12 febbraio | 21:31

PODCAST. “L'impatto della crisi climatica sulla biodiversità è visibile con i dati telerilevati”. Michele Torresani: “Sensori ottici per monitorare gli ecosistemi forestali”

L'ospite di “Da Quassù” è Michele Torresani, ricercatore e docente alla Libera Università di Bolzano, studioso di biodiversità degli ambienti montani mediante l'uso dei dati telerilevati. Una nuova puntata del podcast de Il Dolomiti realizzato da Marta Manzoni

di Redazione

TRENTO. Il cambiamento climatico sta mettendo a dura prova la biodiversità degli ambienti montani. Ma come si può comprendere l'impatto che questo sta avendo nel contesto ecologico e forestale?

 

Il telerilevamento effettuato tramite satelliti e droni è una delle soluzioni individuate dagli studiosi del tema.

 

Michele Torresaniricercatore e docente alla Libera Università di Bolzano, si occupa proprio di questo: analizzare la biodiversità degli ambienti montani mediante l'uso di dati telerilevati.

 

Nella nuova puntata di “Da Quassù”, il podcast de Il Dolomiti realizzato da Marta Manzoni, Torresani spiega come sono distribuite le varie specie vegetali e animali, oltre al monitoraggio degli ecosistemi forestali, in particolare quelli montani e alpini, in relazione al cambiamento climatico.

 

“Il mio lavoro si focalizza su questi dati, raccolti da diversi sensori ottici multispettrali che riescono a misurare e vedere la luce in diverse lunghezze d'onda e a dare informazioni strutturali sull'ecosistema", racconta. 

 

Due le modalità per analizzare l'impatto del cambiamento climatico: a livello regionale e globale, vengono usati dati satellitari mentre a livello locale, vengono preferiti dati derivanti da sensori montati su droni.

 

“Quello che notiamo a livello globale, è la perdita di copertura forestale dovuta alla deforestazione – spiega ancora Torresani – ma riusciamo anche a vedere gli spostamenti di vegetazione in altitudine dovuta proprio al cambiamento climatico”.

 

Un aspetto che influenza non solo la biodiversità ma anche la stabilità degli ecosistemi. "Monitoriamo anche la stabilità del terreno, i rischi idrogeologici e il ritiro dei ghiacciai che si può vedere sia con i dati satellitari che con i dati da drone", conclude Torresani.

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