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Si avventurano nella neve a quota 2.600 con scarpe da ginnastica e pantaloncini (FOTO), il gestore del Passo Principe: "Così con tempo da lupi e neve al suolo: no comment"

Non solo neve ma anche una fitta coltre di nebbia e due escursionisti hanno ben pensato di avventurarsi a quota 2.601 in pantaloncini corti e scarpe da ginnastica. Il gestore del Passo Principe: "No comment"

Di S.D.P. - 15 giugno 2024 - 20:02

SAN GIOVANNI DI FASSA. Sembra incredibile ma è successo (ancora). Due persone si sono avventurate nella neve a quota 2.601, in Val di Fassa, con pantaloncini corti e scarpe da ginnastica rischiando non poco, viste le condizioni attuali in montagna. 

 

Il fatto è avvenuto nelle scorse ore di oggi, 15 giugno, a pochi passi dal rifugio Passo Principe, che sorge nel cuore del Gruppo del Catinaccio. Episodio prontamente catturato in una fotografia dal gestore della struttura in quota Sergio Rosi, che ha condiviso lo scatto sui social facendo (inevitabilmente) discutere. 

 

"No comment. Pantaloni corti e scarpe da ginnastica, con tempo da lupi e neve al suolo", ha scritto il rifugista su Facebook, facendo notare quanto poco consono sia un abbigliamento del genere in quell'ambiente: "Di neve ce n'è ancora tanta - aggiunge Rosi, intervistato da Il Dolomiti -. In particolare dai 2.400 metri in su. Ma il problema non è la neve, perché con la dovuta esperienza ed attrezzatura, si va tranquillamente".

 

Il problema si pone infatti quando attrezzatura e abbigliamento non sono adeguati, correndo il rischio di mettersi in pericolo. Soltanto qualche giorno fa un escursionista era rimasto bloccato nella neve a quota 2.500 con calzature non adatte. 

 

Il 33enne, trovatosi in difficoltà (LO AVEVAMO RACCONTATO QUI) alla Forcella Lagazuoi, aveva dovuto chiamare il Soccorso alpino, poiché incapace di rientrare in autonomia. Ieri, 14 giugno, ancora un intervento per escursionisti bloccati nella neve in quota. Sempre non attrezzati e non dotati di calzature adeguate.

 

Insomma, in questo giugno 2024 paiono susseguirsi con una certa frequenza interventi del Soccorso alpino per chi sceglie di approcciarsi alla montagna in maniera approssimativa. Ma è bene ricordare che così facendo non si mette a rischio solo se stessi ma anche i soccorritori

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