S'imbatte nei resti ormai mummificati di un alpinista tra i campi base ed il ghiacciaio: la macabra scoperta della spedizione del Cai sul K2
A rinvenire i resti umani uno dei fotografi della spedizione, Riccardo Selvatico, durante una breve camminata tra i campi base fino al ghiacciaio: “E' stata data notizia del ritrovamento – dice il Cai – all'ufficiale di collegamento della spedizione e questa mattina si procederà a una ricognizione per verificare se ci sono elementi di riconoscibilità del corpo”

KARAKORUM. Macabra scoperta sul K2 da parte di uno dei membri della spedizione organizzata del Club Alpino Italiano per studiare per la prima volta neve e ghiaccio del Karakorum: nella serata di ieri uno dei fotografi, Riccardo Selvatico, durante una breve camminata tra i campi base fino al ghiacciaio, si è imbattuto nei resti umani ormai mummificati di un alpinista, precipitato presumibilmente tra la vetta e la spalla del K2.
A riferirlo sono proprio i responsabili del Cai, che sottolineano come sia stata data notizia del ritrovamento all'ufficiale di collegamento della spedizione: “Questa mattina si procederà a una ricognizione per verificare se ci sono elementi di riconoscibilità del corpo e in collaborazione con lo staff del Central Karakorum National Park si provvederà alla sua rimozione dal ghiacciaio e alla sua collocazione al Gilkey Memorial”.
La missione glaciologica del Cai, che rientra nel progetto K2-70 del Club, è impegnata come anticipato ad approfondire la conoscenza del ghiaccio del Karakorum, con l'obiettivo di comprendere gli impatti dei cambiamenti climatici sulla regione e preparare una futura missione Ice Memory sul ghiacciaio Godwin-Austen.













