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Bolzano
04 agosto | 19:32

"Distacco sul ghiacciaio dell'Ortles? Preventivabile vista la situazione" il presidente del Servizio Glaciologico Pietro Bruschi: "Crolli destinati ad aumentare"

Dopo il crollo verificatosi sul ghiacciaio dell'Ortles, il presidente del Servizio Glaciologico Alto Adige Pietro Bruschi spiega cos'è accaduto e allarga lo sguardo sui ghiacciai sul territorio: "Non è un evento straordinario. I ghiacciai sono in movimento continuo e quando la fronte raggiunge un cambio di pendenza, complici anche i flussi d'acqua che si creano sotto il ghiaccio, assistiamo a questo tipo di eventi preventivabili ma al contempo difficilmente prevedibili"

Distacco sul ghiacciaio dell'Ortles?

BOLZANO. "Il distacco che si è verificato sul ghiacciaio dell'Ortles si può dire che non si tratti di un evento straordinario, bensì analogo a quelli che si sono già verificati e che con ogni probabilità si verificheranno in futuro". Questo il commento del presidente del Servizio Glaciologico Alto Adige Pietro Bruschi che spiega a il Dolomiti la natura del crollo di un pezzo di seracco del ghiacciaio dell'Ortles avvenuto nel pomeriggio di ieri, domenica 3 agosto, attorno alle 15.30.

 

 

L'evento, che fortunatamente non ha causato danni a persone o cose, è stato ripreso in diretta da Paola Giacopuzzi (QUI ARTICOLO), che si trovava sul sentiero numero 18 verso il Rifugio Borletti, e nel video è possibile vedere lo spaventoso crollo le cui avvisaglie si erano manifestate qualche minuto prima: sono stati avvertiti infatti alcuni rumori e sul versante era comparsa una cascata. A seguire il distacco e il conseguente boato, con una nube di neve e detriti che si è alzata e il materiale che si è arrestato poco sopra ad un sentiero.

 

 

Pietro Bruschi entra quindi nel dettaglio di quanto accaduto, sottolineando come i ghiacciai sul territorio provinciale, a causa principalmente del cambiamento climatico, siano praticamente tutti soggetti a frantumazione e come sia difficilissimo trovarne di 'integri'.

 

"Il fenomeno riguarda principalmente la fronte dei ghiacciai. Parlando della dinamica di quanto accaduto – spiega Bruschi – è necessario sottolineare come i ghiacciai siano in movimento continuo, e quando la fronte raggiunge un cambio di pendenza, complici anche i flussi d'acqua che si creano sotto il ghiaccio che causano anche uno scioglimento più veloce, assistiamo a questo tipo di eventi che sono sì preventivabili, ma difficilmente prevedibili soprattutto per escursionisti che non conoscono alla perfezione il territorio".

 

Il presidente del Servizio Glaciologico Alto Adige osserva come una riflessione sul tema della sicurezza vada quindi assolutamente fatta. "Negli ultimi 5-6 anni abbiamo osservato che la frequenza dei distacchi è aumentata esponenzialmente proprio alla luce della frammentazione dei ghiacciai – osserva – e anche ai nostri operatori impegnati nelle misurazioni raccomandiamo la massima prudenza".

 

Il consiglio agli alpinisti e agli escursionisti, rimarca Bruschi, è quello di prestare sempre massima attenzione soprattutto se non si conosce alla perfezione la zona. Utile è poi avvalersi dei suggerimenti degli enti e dei bollettini che monitorano  i ghiacciai ma anche di chi la zona "la vive" come ad esempio i rifugisti. "Naturalmente – specifica – è fondamentale rispettare i divieti di accesso a determinate zone qualora fossero interdette per motivi di sicurezza, in modo da non mettersi in pericolo".

 

Infine uno sguardo "allargato" sulla situazione altoatesina che, per quanto concerne i ghiacciai, viene tenuta sotto controllo annualmente dagli esperti del Servizio Glaciologico.

 

"Abbiamo la competenza per i monitoraggi su tutto il territorio provinciale e quest'anno – conclude – le misurazioni devono ancora essere effettuate, ma possiamo basarci  su quelle degli scorsi anni e sulle osservazioni. Cosa ci dicono? Che non si può essere ottimisti: nonostante qualche nevicata in più registrata quest'anno, alla luce del cambiamento climatico la situazione è destinata a peggiorare, dal momento che bastano pochi giorni di temperature sopra alla media per impattare negativamente sullo stato del ghiaccio. Prevediamo quindi che assisteremo a futuri crolli e distacchi, e per questo l'accortezza sarà fondamentale".

 

 

 

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