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Belluno
27 luglio | 17:39

"Serve prudenza e attenzione", il boato e la grande frana sul Monte Pelmo (VIDEO): "Un fenomeno naturale che si nota di più tra crisi climatica e immagini che girano sui social"

Il consigliere delegato della Provincia di Belluno, Massimo Bortoluzzi, sulla frana di grandi dimensioni che si è staccata dal Monte Pelmo: "I controlli e i monitoraggi dei tecnici e dei geologi sono costanti ma non tutto può essere previsto e per questo l'invito è di essere sempre molto prudenti: serve consapevolezza sulla fragilità della montagna"

"Serve prudenza e attenzione", il boato e la grande frana sul Monte Pelmo

BELLUNO. "E' un momento complesso ma è la natura e dobbiamo tenere presente che le nostre montagne sono fragili e friabili". Queste le parole di Massimo Bortoluzzi, consigliere delegato della Provincia di Belluno. "Serve prudenza, preparazione e grande attenzione".

 

Si è verificato, infatti, un altro crollo sulle Dolomiti. Un evento, segnalato e registrato da alcuni escursionisti, intorno alle 15 di oggi, domenica 27 luglio. Un forte boato e poi la frana di grandi dimensioni sul Monte Pelmo, versante di Selva di Cadore (Qui articolo).

 

"C'è un sentiero solitamente molto frequentato più in basso ma, fortunatamente, non sono rimaste coinvolte persone. Non ci sono segnalazioni o indicazioni di allarmi. Raccomandiamo molta prudenza quando si compie un'escursione perché alcuni eventi non sono prevedibili".

 

E' un momento complesso per il territorio e questa frana si inserisce nelle frane della Croda Marcora con enormi ripercussioni sulla statale di Alemagna (Qui articolo).

 

"L'attenzione è molto alta", dice Bortoluzzi. "Tuttavia è un fenomeno naturale che oggi risalta di più e probabilmente è più frequente a causa della crisi climatica tra eventi meteo più intensi e sbalzi di temperatura ma anche perché rispetto al passato c'è più copertura, anche dei social, per una presenza maggiore sulle nostre montagne. Oggi appena c'è una frana fa il giro del web in pochissimi eventi".

 

I controlli e i monitoraggi "dei tecnici e dei geologi sono costanti ma non tutto può essere previsto e per questo, ribadisco, l'invito è di essere sempre molto prudenti: serve consapevolezza sulla fragilità della montagna", conclude Bortoluzzi.

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