Segnalati due alpinisti nel sentiero vietato e raggiunto dalla frana dell'enorme crollo da Cima Falkner: ''Così si espone a rischio elevato anche i soccorritori''
Il presidente Cristian Ferrari raccomanda ''di rispettare il divieto di percorrenza dei sentieri come da recenti ordinanze''. Oggi un nuovo sopralluogo. La massa potenzialmente instabile sulla vetta è di circa 700 mila metri cubi

TRENTO. “Si raccomanda di rispettare il divieto di percorrenza dei sentieri come da recenti ordinanze (Sent 305, e sentieri 331 nel tratto compreso tra il bivio con il 316 ed il 305). Sono stati segnalati nella giornata di sabato 2 agosto alcuni alpinisti che hanno percorso comunque il sentiero Benini. In condizioni di instabilità meteorologica e morfologica come in questi giorni, assumere comportamenti poco prudenti e vietati può esporre ad un elevato rischio anche i soccorritori”. Così il presidente della Sat Cristian Ferrari commenta la situazione venuta a generarsi dopo il grosso crollo avvenuto venerdì sera nel gruppo delle Dolomiti di Brenta quando un 'dente' di cima Falkner si è sgretolato crollando a valle.
La porzione di roccia si è staccata dalla parte centrale del versante ovest della cima e ha raggiunto in parte il tracciato del sentiero Sat 305. La massa potenzialmente instabile è stimata in circa 700 mila metri cubi e da giorni sono in corso le attività di monitoraggio e di valutazione della stabilità della zona. Oggi si è tenuto un nuovo sopralluogo con i geologi della Provincia di Trento e la Sat per la verifica del crollo. La visita ha dato la possibilità di documentare in modo sommario il volume di roccia interessato dal crollo e determinare se il materiale crollato a valle ha raggiunto i sentieri vicini alla zona.
Nei prossimi giorni verranno effettuati dalla Provincia di Trento ulteriori monitoraggi più di dettaglio, al fine di evidenziare i volumi crollati, ma soprattutto i possibili dinamismi delle porzioni di vetta non crollate. Come dai modelli sviluppati dal Servizio Geologico della Provincia di Trento, il crollo verso Vallesinella non ha raggiunto il sentiero O316 che collega i rifugi Sat Graffer e Tuckett.
Nella porzione retrostante, il crollo non pare aver interessato ulteriormente con materiali, il sentiero O305 (via ferrata Delle Bocchette "Alfredo e Rodolfo Benini") che rimane però ancora attualmente chiuso. Il soccorso alpino trentino è intervenuto per il posizionamento di fettucce rosse e gialle in quota con l'obiettivo di delimitare le aree a rischio e impedire l’accesso alle zone instabili.
"E' fondamentale - spiegano le autorità - mantenersi rigorosamente all’interno del sedime dei sentieri autorizzati per la propria incolumità e per non ostacolare le operazioni di monitoraggio".












