Contenuto sponsorizzato
Trento
13 aprile | 06:00

Elicottero sul Grostè, lo sconcerto di Bondi, "padre" della legge del '96: "In 30 anni non ricordo precedenti simili. Serva da monito". Failoni: "Sanzioni più dure? Valuteremo"

L’avvocato, ex segretario trentino dei Democratici di Sinistra Mauro Bondi è stato tra gli uomini chiave nel proporre la legge provinciale "Disciplina per la tutela dell'ambiente in relazione all'esercizio degli aeromobili" entrata in vigore nel 1996: "Spero che il caso del Grostè non crei un pericoloso precedente: se passa il principio che basta pagare una multa per fare qualunque cosa si vuole, specie in un clima di cafonaggine dilagante, finiremo in grossi guai". L'assessore provinciale Roberto Failoni: "Le leggi ci sono, la dimostrazione è che la persona è stata individuata e sanzionata. C'è margine per alcune modifiche? Valuteremo"

TRENTO. “Proprio giovedì ero a sciare sul Grostè, mi sembra incredibile. Devo aver mancato la scena per una questione di qualche minuto”.

 

Le parole sono dell’avvocato, ex segretario trentino dei Democratici di Sinistra e orgoglioso alpino Mauro Bondi. Il riferimento è all’incredibile notizia di cronaca che sta facendo il giro d’Italia: il caso dell'imprenditore lombardo che ha "parcheggiato" il suo elicottero a 2.400 metri di quota per poi sciare come nulla fosse sulle piste di Madonna di Campiglio (QUI L'ARTICOLO). 

 

“Mettiamo subito le cose in chiaro – racconta Bondi a il Dolomiti -, il gesto è fuori dalle righe, un’azione pericolosa e diseducativa che non ha alcun lato positivo. Non riesco a capire come possa venire in mente una cosa del genere: e spero che non crei un pericoloso precedente. Se passa il principio che basta pagare, in questo caso una multa, per fare qualunque cosa si vuole, specie in un clima di cafonaggine dilagante, finiremo in grossi guai. Invece spero che questo episodio serva da monito: chi ci rimette è solo il Trentino, un territorio che fa della sua qualità e della sua bellezza il suo punto di forza”.

 

Bondi è uno dei “padri” della legge provinciale del 1996 che ancora oggi di fatto regola il traffico degli elicotteri in montagna e che è nata anche da un disegno di legge presentato proprio da Bondi nel 1995. All’epoca l'avvocato, consigliere di maggioranza, aveva chiara una missione in particolare con quel ddl: contrastare l’eliski, già molto diffusa in Veneto, e tutelare l’ambiente montano.

 

“Sì, il nostro principale obiettivo era proprio quello di rendere restrittive le possibilità di usare gli elicotteri soprattutto in funzione ‘sciistica’. Era una legge che voleva prevenire guai peggiori, che voleva evitare che il Trentino seguisse la stessa strada di altri territori meno ‘severi’. La proposta muoveva da forti logiche ambientaliste, ma non fu un percorso senza ostacoli: l’imprenditore Marangoni racconta sorridente riferendosi a fatti di oltre 30 anni fa, ndr - mi invitò a pranzo a Villa Bortolazzi per illustrarmi le sue legittime considerazioni alternative al nostro progetto, ma andammo avanti. Il disegno di legge prese forma e fu poi integrato nella legge firmata dall’assessore Danilo Zanoni". 

 

Oggi Bondi guarda con soddisfazione ai risultati di quella legge. “Di fatto, ha funzionato ed ha raggiunto i suoi obiettivi”.

 

Le norme trentine sono più stringenti rispetto a quelle delle regioni limitrofe, ma non è solo una questione di regole. “È una questione culturale, di consapevolezza e conoscenza. La sensibilità su questa materia negli ultimi anni fortunatamente è migliorata molto. Come alpino, posso testimoniare con orgoglio la scelta di escludere del tutto gli elicotteri durante il pellegrinaggio in Adamello negli ultimi anni, mentre fino a qualche edizione fa si vedeva un gran via-vai di mezzi che in effetti rovinava anche un po’ l’esperienza. Si tratta di una questione di rispetto per la montagna".

 

Se 30 anni fa il “nemico” era l’eliski, oggi si parla di elicotteri soprattutto in funzione turistica. “Ma attenzione, non si deve demonizzare il turismo di ‘fascia alta’. Il Trentino è un territorio piccolo che deve per forza puntare sulla qualità e non sulla quantità: insomma, ben venga chi porta risorse, ma il turismo di qualità non significa elicotteri su ogni cima. Non si può permettere a chiunque di andare ovunque solo perché ha i soldi”.

 

Sul caso del Grostè, Bondi torna a riflettere: “Da che mondo è mondo, quando ci sono le regole c’è chi le viola: io resto ottimista, in 30 anni non ricordo altri episodi così clamorosi”.

 

Situazione sotto controllo anche secondo l'assessore provinciale competente Roberto Failoni: "Le leggi ci sono - dice a il Dolomiti -, la dimostrazione è che la persona è stata individuata e sanzionata: forse era a conoscenza di regole diverse in vigore in altre regioni limitrofe. C'è margine per alcune modifiche alle leggi attuali, anche in vista delle imminenti Olimpiadi invernali? Valuteremo". 

 

“Sono convinto – conclude Mauro Bondi - che non ci saranno altri casi del genere: ma qualora si dovessero verificare, forse si potrebbe pensare di prevedere, oltre alla multa, anche il sequestro o la confisca dell’elicottero. A quel punto anche i ‘ricchi’ ci penserebbero due volte…”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 27 maggio | 09:42
La perquisizione ha consentito di trovare gravi carenze igienico-sanitarie e da modalità di gestione incompatibili con i più elementari standard [...]
Montagna
| 27 maggio | 08:34
L'elicottero è volato in quota e, una volta individuati gli escursionisti con l'utilizzo dei visori notturni sulla cima, ha verricellato sul posto [...]
Cronaca
| 27 maggio | 09:38
La donna è stata colta da un malore nel suo appartamento, complessa manovra di recupero dei vigili del fuoco in coordinamento con i soccorritori
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato