"Overtourism, il marchio Dolomiti Unesco ha fatto danni incredibili: rinunciamo a quel riconoscimento, torniamo a produrre e offrire servizi di qualità"
La riflessione di Osvaldo Finazzer, albergatore e presidente del Comitato per la salvaguardia dei passi dolomitici: "Vogliamo vendere l’immagine da cartolina del sito Dolomiti Unesco o vogliamo costruire un'economia turistica di qualità, con servizi di qualità, con un turismo che si ferma nel territorio, che cammini sui sentieri, che conosca l’identità e la cultura dei luoghi? Le due cose, immagine da cartoline e turismo di qualità, non possono convivere"

TRENTO. Una provocazione? No, un vero e proprio appello ad un netto cambio di visione del territorio e del suo futuro: questo arriva dalle parole cariche di preoccupazione ma anche di stimoli di Osvaldo Finazzer, albergatore e presidente del Comitato per la salvaguardia dei passi dolomitici.
Che in tema di overtourism ha le idee chiare: "Forse è arrivato il momento di rinunciare al riconoscimento Dolomiti Unesco che ha fatto un danno incredibile nelle Dolomiti, e non solo qui, e tornare al duro lavoro di produrre, offrire e promuovere servizi di qualità come siamo abituati a fare e non cartoline".
Per arrivare a questa conclusione, Finazzer passa in rassegna alcuni casi più o meno "celebri" di eccesso di turismo in varie zone d'Italia: "Per il Lago di Braies, l’essere scenario per le riprese di Un passo dal cielo, ha amplificato la notorietà del luogo e i social hanno fatto il resto creando un circuito vizioso: la serie televisiva rende famoso un luogo accessibile, i social amplificano, l’eccesso di turismo aumenta la popolarità che ne aumenta 'l’overtourism' e alla fine si chiudono gli accessi dando la colpa all’overtourism. Ma la responsabilità è davvero dell’overturism, o è di chi ha fatto scelta di sostenere l’ambientazione di Braies per la fiction televisiva? E' vero sono fenomeni complessi, è vero nessuno immaginava questo risultato, ma c’è una causa ed un effetto evidente e nessuna assunzione di responsabilità".
"Dolomiti Unesco - prosegue Finazzer - è un caso simile. Si crea una notorietà mondiale su un’area geografica facilmente accessibile. Una notorietà superficiale, di facciata, legata solo all’immagine da cartolina e come tale da catturare con il telefonino e condividere sui social. La causa dell’overtourism nelle Dolomiti siamo sicuri che non sia legata alla scelta di farne un sito Unesco? Unesco rende famoso a livello planetario un sito accessibile, i social amplificano il messaggio, l’eccesso di turismo aumenta la popolarità che ne aumenta l’overtourism e alla fine si chiudono gli accessi dando la colpa all’overtourism".
Insomma, per il Comitato per la salvaguardia dei passi dolomitici siamo di fronte a una politica di promozione del territorio miope e poco lungimirante. "E poi ci si lamenta che invece di avere un turismo qualificato, rispettoso, attratto dalla cultura delle valli, dai servizi offerti, siamo invasi da un flusso turistico non strutturato, con presenze brevi non programmate ed occasionali, poco coinvolte nelle proposte culturali e nei servizi locali, orientati più alla condivisione immediata dell’immagine che alla scoperta autentica del patrimonio territoriale".
"Costiera Amalfitana o le Cinque Terre, tutti casi similari. Territori venduti solo come immagine da cartolina condannati ad una notorietà mondiale e ora vittime e prigionieri addirittura con le ZTL, come si sta ipotizzando per le Dolomiti".
Insomma, secondo Finazzer è arrivato il momento di fermarsi e fare una riflessione: "Vogliamo vendere l’immagine da cartolina del sito Dolomiti Unesco o vogliamo costruire una economia turistica di qualità, con servizi di qualità, con un turismo che si ferma nel territorio, che cammini sui sentieri, che conosca l’identità e la cultura dei luoghi? Le due cose, immagine da cartoline e turismo di qualità, non possono convivere: vedi Braies, Dolomiti, Costiera Amalfitana o Cinque Terre".












