''Se mi succederà qualcosa, lasciatemi dove la montagna mi ha chiamato a sé'', Cristina Castagna il sogno spezzato a 31 anni e il ricordo che vive ancora
Sedici anni fa quella che è stata una delle alpiniste italiane più forti di sempre è morta dopo aver raggiunto il quinto ottomila della sua giovane vita. Il suo ricordo, però, è ancora forte e infatti solo un'estate fa è stato inaugurato in Pakistan il Cristina Castagna Center

VALDAGNO. ''Se mi succederà qualcosa, lasciatemi dove la montagna mi ha chiamato a sé, firmato El Grio''. Questo il biglietto trovato dai genitori di Cristina Castagna prima di partire per la sua ultima impresa: raggiungere la vetta del Broad Peak e i suoi 8047 metri di quota. D'altronde Cristina, soprannominata sin da piccola dal papà El Grio (che in veneto significa il grillo), aveva un sogno nel cassetto, riuscire a scalare tutti gli ottomila.
Lei che era stata la più giovane donna italiana a raggiungerne uno, nel 2004 la vetta dello Shisha Pangma, a soli 27 anni, e ne aveva già scalati quattro (nel 2008 anche il Makalu e i suoi 8462 metri, la quinta montagna più alta del mondo, prima donna italiana a farcela tra l'altro senza bombole di ossigeno), ma il sogno si è spezzato quel 18 luglio del 2009.
Esattamente 16 anni fa, infatti, perdeva la vita all'età di 31 anni, Cristina Castagna nata a Valdagno, infermiera al pronto soccorso dell'ospedale San Bortolo di Vicenza e morta mentre scendeva dal Broad Peak al confine tra Cina e Pakistan, conosciuto come K3, dodicesima montagna più alta del mondo. Ci era arrivata in vetta ma sulla via del ritorno accadde l'incidente davanti al suo compagno Giampaolo Casarotto. Scivola, perde l'equilibrio, sbatte sulle rocce, e sparisce in un crepaccio.
Il compagno non si dà per vinto e scende di quota fino a ritrovarne il corpo a circa 7.000 metri di altitudine. Non c'era, ovviamente, più niente da fare. ''Quando l’ho raggiunta - dirà dopo la tragedia - purtroppo era già morta. Non mi sono rimaste che le lacrime''.
Il 10 agosto dello stesso anno Tarcisio Bellò, durante la spedizione vicentina “Chantir Gah 2009”, arrampica in solitaria una montagna fino a quel momento inviolata nell’Hindu-Kush e la ribattezza cima Cristina Castagna. La scorsa estate in Pakistan è stato inaugurato il Cristina Castagna Center, la struttura situata a Ghotolti, nella valle di Ishkoman, nella regione del Gilgit-Baltistan, realizzata per l'ospitalità turistica e corsi di formazione alpinistica sulle tecniche di montagna.
La volontà di Cristina fu rispettata e il corpo rimase lassù, in quota. Nessun funerale. Solo una foto sul Monte Carega, la montagna di casa, e l'invito del cugino della fortissima alpinista a salire con lui per ricordarla in quel luglio di 16 anni fa.













