Luca Sinigaglia muore nel tentativo di salvare Natalia Nagovitsyna, l'alpinista russa bloccata a quota 7.000 da oltre una settimana
E' morto nel tentativo di salvare la donna, Luca Sinigaglia, sorpreso da una spaventosa bufera di neve a quota 6.900

KIRGHIZISTAN. Luca Sinigaglia non ce l'ha fatta. E' morto nel tentativo di salvare Natalia Nagovitsyna, l'alpinista russa rimasta bloccata con una gamba rotta sul Pobeda Peak, in Kirghizistan (QUI ARTICOLO).
Il Pobeda Peak, vetta più alta del Tian Shan e del Kirghizistan, è noto per essere la più impervia delle cime di 7.000 metri. In zona non è mai stata portata a termine (con successo) l'evacuazione di un alpinista ferito.
Natalia Nagovitsyna negli scorsi giorni ha avuto un tremendo incidente in fase di discesa: si è rotta una gamba e da allora è rimasta bloccata, senza possibilità di muoversi. Secondo quanto si apprende, avrebbe a disposizione pochissima acqua e cibo, ma non ha con sé una radio.
I soccorsi, resi difficili anche dal maltempo, non sono ancora riusciti a raggiungerla. Sono stati effettuati differenti sorvoli con elicotteri. Alcuni soccorritori hanno tentato l'avvicinamento a piedi ma sono rimasti feriti e non hanno potuto proseguire.
Anche l'alpinista Luca Sinigaglia ha cercato di raggiungere la donna. Assieme ad un alpinista tedesco, negli scorsi giorni era riuscito nell'intento di raggiungere la 47enne prestandole assistenza e portandole un sacco a pelo, un fornello, cibo e una bombola di gas.
E' rimasto però a sua volta bloccato in quota in mezzo ad una bufera di neve, morendo a causa di un edema cerebrale da alta quota aggravato dall'ipotermia. Di Natalia Nagovitsyna non si hanno per ora notizie ma le speranze di recuperarla viva sono ormai ridotte al lumicino.












