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Trento
25 agosto | 17:48

Stop alla missione di recupero: i corpi di Luca Sinigaglia e Natalia Nagovitsyna resteranno per sempre sul Pobeda Pik

L'operazione dell'elicottero H125 avrebbe dovuto iniziare alle 5.28 di oggi, lunedì 25 agosto, ma il ministero delle emergenze del Kirghizistan ha fermato la missione: Natalia Nagovitsyna è stata dichiarata morta a 13 giorni dopo essere rimasta bloccata a oltre 7mila metri con una gamba rotta e, dunque, la missione è stata ritenuta non più necessaria. Luca Sinigaglia è deceduto il 14 agosto a causa di un'edema dopo averla raggiunta per portarle generi di prima necessità

KIRGHIZISTAN. I corpi di Luca Sinigaglia e Natalia Nagovitsyna resteranno per sempre sul Pobeda Pik.

 

Il 50enne alpinista lombardo aveva perso a circa 6.900 metri di quota (Qui articolo), mentre cercava di scendere dopo aver portato conforto e generi di prima necessità all'alpinista russa, che si era fratturata una gamba durante la discesa da quella è considerata la vetta più impegnativa tra i 7mila e della quale oggi - lunedì 25 agosto - è stata dichiarata la morte, a distanza di 13 giorni dal momento in cui era stata considerata ufficialmente dispersa (Qui articolo).

 

Diversi erano stati i tentativi di soccorrerla operati nei giorni scorsi da alcuni alpinisti, tutti vanificati dal maltempo e dalla conformazione della vetta più alta del Tian Shan, in una zona dove non è mai stata portata a termine con successo l'operazione di evacuazione di un alpinista ferito.

 

Luca Sinigaglia, 50enne di Melzo, aveva raggiunto la vetta in solitaria, per poi iniziare la discesa. A quota 6.900, mentre si trovava con l'alpinista tedesco Gunter Siegmund, sarebbe stato raggiunto dal compagno di cordata di Natalia Nagovitsyna, che avrebbe informato i due di quanto accaduto. A quel punto, il 13 agosto, i due avrebbero deciso di raggiungerla per trascorrere la notte con lei.

 

Dopo averle lasciato un sacco a pelo, un fornelletto, una bombola a gas e del cibo, i due hanno iniziato la discesa, ma le condizioni di salute di Luca Sinigaglia sono peggiorate e, nella giornata di giovedì 14 agosto, l'alpinista lombardo è morto per un edema cerebrale, conseguenze del lungo tempo trascorso in alta quota, in carenza d'ossigeno.

 

Ieri - domenica 24 agosto - il ministero delle emergenze del Kirghizistan aveva concesso l'autorizzazione al volo di soccorso dell'elicottero che avrebbe dovuto evacuare l'alpinista russa e recuperare la salma di Luca Sinigaglia, grazie anche all'intercessione della Farnesina e dopo aver fornito ampie garanzie economiche all'agenzia Ak - Sai, leader nelle spedizioni nel paese asiatico.

 

Stamattina lo stop alla missione, che avrebbe dovuto iniziare alle 5.28: al campo base di Karkara erano già pronti presente l'elicottero H125, il team di soccorso, le attrezzature e un secondo elicottero con carburante e materiale di supporto.

 

Natalia Nagovitsyna è stata dichiarata deceduta e, dunque, l'operazione di recupero è stata ritenuta non più necessaria.

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