Camper, un settore in continua crescita: "Viviamo il territorio. I maleducati? Un danno anche per noi: sono persone improvvisate"
Il presidente di Faita, i gestori dei campeggi, Fabio Poletti: "Siamo preoccupati per la reazione e per gli spostamenti dei potenziali ospiti dall'estero mentre per gli italiani pesa il caro vita". Il presidente dei camperisti del Trentino, Renzo Sartori: "Sul Monte Bondone c'è un'area sosta molto bella ma non c'è la possibilità di carico/scarico dell'acqua: una battaglia che portiamo avanti da tempo"

TRENTO. C'è un settore turistico in costante crescita, un segmento fino a qualche decennio fa di nicchia che è diventato sempre più centrale. Il mondo dell'ospitalità open air appare dinamico e superata la Pasqua si prepara alla stagione estiva. Un flusso, quello in particolare legato ai camperisti, che talvolta comporta tuttavia momenti di tensione sui territori mentre i campeggi viaggiano più tranquilli per l'offerta più strutturata. Un turismo profondamente cambiato.
L'instabilità internazionale e i vari rincari economici colpiscono tanto le famiglie quanto gli operatori ma questa dinamica potrebbe spingere un turismo più vicino e di prossimità.
"E' un periodo purtroppo turbolento e siamo preoccupati per la reazione e per gli spostamenti dei potenziali ospiti dall'estero mentre per gli italiani pesa il caro vita", dice Fabio Poletti, presidente di Faita Trentino. "Un tema centrale è quello della sicurezza e in questo senso il Trentino e l'Italia possono offrire garanzie importanti. Un'altra incertezza è naturalmente il meteo: siamo una filiera esposta alle evoluzioni climatiche. Le prospettive, però, sono buone e abbiamo fiducia di portare a termine una buona stagione".
Un segmento che tra i punti di forza può vantare l'internazionalizzazione. La clientela estera rappresenta oltre il 65% delle presenze complessive. "In particolare tedeschi, olandesi e danesi evidenziano la volontà di viaggiare e uno studio in Germania analizza che la vacanza si colloca al secondo posto tra i bisogni di una famiglia".
I campeggi si sono evoluti e l'offerta è diventata sempre più strutturata. "I prezzi sono saliti perché la qualità e la quantità dei servizi vengono costantemente migliorati", evidenzia Poletti. "Un'offerta sempre più completa e di livello con costi per una famiglia che sono ancora distanti da quelli alberghieri".
Insomma, una proposta sempre più consapevole. "Oggi c'è il glamping e gli spazi per i camper, anche questi sempre più diffusi. Ci sono soluzioni sempre più comode, senza rinunciare ai vantaggi che caratterizzano la nostra proposta e i fattori che cerca il turista. Questa è una filosofia di vita: il contatto con la natura è dirimente, così come la possibilità di socializzare con altre persone e altre culture".
Si può fare di più? "Certamente perché il numero di posti non soddisfa quello dei camper che circolano in Europa", spiega Poletti. "In Trentino c'è una buona offerta, però ci sono ancora spazi di crescita e margini per aumentare la proposta. Per esempio se ci fosse un campeggio a Trento saremmo felicissimi. In passato c'è stato qualche progetto, anche dei privati, che si sono arenati ma i tempi sarebbero maturi".
Camperisti che però finiscono nel mirino, talvolta poco sopportati dai territori. Tra divieti (che poi si rivelano non legittimi) come l'ultimo caso a Selva val Gardena oppure il posizionamento di stanghe per togliere la possibilità di sosta a questi mezzi, in passato anche nel capoluogo.
"Limitazioni che non sono legittime", commenta Renzo Sartori, presidente del Camper Club del Trentino. "Ci sono ancora dei casi per cercare di escludere i mezzi, tuttavia le norme sono poi chiare. Incontriamo ancora qualche difficoltà nelle vallate perché il turista in camper può essere talvolta mal sopportato dagli albergatori ma c'è un cambio di mentalità perché comunque viviamo il territorio, spendiamo nei ristoranti e nei servizi ai laghi, in montagna e durante gli eventi. Un anno mi sono fatto consegnare gli scontrini ai Mercatini di Natale: abbiamo generato un indotto di 128 mila euro solo durante un ponte dell'Immacolata".
Un turismo non più "povero". "Un mezzo usato usato costa tra i 30/40 mila euro, nuovo supera anche gli 80 mila euro. C'è stato un percorso negli ultimi anni e questa tipologia di turismo è in crescita e sempre più di livello", continua Sartori. "Molte amministrazioni locali, infatti, si attrezzano per rispondere a una domanda sempre più presente. E si potrebbe fare qualcosa in più. Penso per esempio al Monte Bondone. C'è un'area sosta molto bella ma non c'è la possibilità di carico/scarico dell'acqua: una battaglia che portiamo avanti da tempo ma senza risultati".
Non mancano però casi di turisti indisciplinati. "Nella massa c'è sempre purtroppo qualche maleducato e questo atteggiamento è un problema anche per noi perché per poche persone paga tutta la categoria. Spesso è un comportamento riconducibile a un camperista improvvisato, un camperista mordi e fuggi che noleggia il mezzo per una settimana o un week end senza però avere la sensibilità necessaria. La grandissima maggioranza segue invece le regole e rispetta i territori in cerca di relax e di tranquillità. L'appello, anche agli amministratori, è di apprezzare il turista open air", conclude Sartori.












