Contenuto sponsorizzato
FVG
13 febbraio | 11:45

''Quando vi chiediamo di usarne poca, di rinunciare alla doccia o ai piattini per il tagliere è per questo'', al Pradut si fa scorta di neve: ''La montagna insegna tanto''

In questi giorni nella struttura sopra Claut si lavora per mettere da parte la neve e garantire le scorte d'acqua per la stagione: ''Il Pradut si trova in una zona carsica e le nostre scorte dipendono esclusivamente dallo scioglimento della neve e dall’acqua piovana''

di L.P.

PORDENONE. ''Quando vi chiediamo di usarne poca, di rinunciare alla doccia o quando non portiamo i piattini insieme ai taglieri, non è per caso. Qui non abbiamo una sorgente: ogni goccia va custodita con attenzione''. Al Rifugio Pradut sono giornate di lavoro. Si spala, si raccoglie la neve, si fa ''musina'' di uno dei beni più preziosi in assoluto, soprattutto in una zona come il Carso: l'acqua.

 

''Il Pradut si trova in una zona carsica - spiegano i gestori - e le nostre scorte dipendono esclusivamente dallo scioglimento della neve e dall’acqua piovana. È un equilibrio delicato, che richiede cura e collaborazione da parte di tutti. Dopo lo scorso weekend, la riserva stava per terminare. Per questo è stato necessario riempire la vasca interrata di neve, così che sciogliendosi ci permetta di continuare ad accogliervi fino a fine stagione''. Il Rifugio Pradut si trova a quota 1450 metri di quota nel comune di Claut ed è un luogo iconico punto d’appoggio ideale per escursioni sul gruppo delle Dolomiti Friulane. La struttura è raggiungibile con una carrareccia che nei mesi invernali viene battuta visto che la neve non manca quasi mai nella zona e infatti la strada è nota anche per essere usata anche con bob e slittini, oltre che dagli scialpinisti.

 


 

Durante la stagione estiva la musica cambia e sono gli escursionisti, i bikers della mountain bike e gli alpinisti ad essere sempre presenti. E per accogliere tutte queste persone l'acqua diventa bene di assoluta necessità. Il territorio carsico, però, si caratterizza per essere estremamente poroso e dunque l'acqua piovana scappa rapidamente penetrando nel sottosuolo. Infatti fiumi e torrenti sono praticamente assenti. In più nella zona del Pradut non v'è sorgente e quindi in questi giorni di neve diventa fondamentale fare scorta per più tempo possibile. In azione con pale, gatto delle nevi, badili gestori e amici del rifugio che hanno riempito i serbatoi.

 


 

Fatica e impegno che servono a ribadire, una volta di più, come in montagna nulla sia scontato e il rispetto di chi vi si approccia debba essere doppio, triplo, quadruplo, rispetto al normale perché garantire anche solo l'utilizzo dell'acqua è cosa difficile e ragionata. ''Se l’acqua è preziosa in città, in rifugio lo è ancora di più - completano dal Pradut -. La montagna ci insegna il valore delle piccole cose e l’acqua è una di queste. Vi aspettiamo in Pradut, e grazie di cuore agli amici che in settimana ci hanno dato una mano''.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 20 maggio | 15:56
Sul posto si sono portati i soccorsi sanitari e le forze dell'ordine oltre ai vigili del fuoco. L'incidente è avvenuto nelle prime ore di questo [...]
Politica
| 20 maggio | 15:43
Vista l'assenza dell'assessora di riferimento, la minoranza è uscita dall'aula facendo cadere il numero legale
Politica
| 20 maggio | 13:30
Un Matteo Salvini "a tutto campo" al Teatro Sociale di Trento per il Festival dell'Economia: "Come sta il governo? Tutto bene, grazie"
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato