''Tirate fuori le pale'', l'appello del rifugista ai cittadini per liberare il Pellarini da un metro e mezzo di neve: ''In cambio garantisco vitto, alloggio, musica e festa''
Giorgio Da Rin ha fatto un post che in pochi attimi ha fatto registrare subito il tutto esaurito: ''Ho già fatto una lista di ventidue persone, ma mi avranno chiamato in 50 nel giro di un giorno, l’anno scorso sono arrivati anche due ragazzi da Pergine Valsugana''

TARVISIO. “Quassù è sempre una festa, oltre a spalare neve in quei giorni, offriamo anche musica e festa. L'anno scorso ho messo una porchetta intera, una cassa di birra, vino e succo di mela. Poi facciamo la pasta e musica a manetta” così racconta al giornale Il Dolomiti, il gestore del Rifugio Luigi Pellarini di Tarvisio. Negli scorsi giorni, Giorgio Da Rin, classe ‘63, abitante di Vigo di Cadore e responsabile del Pellarini dal 2016, ha pubblicato sui social un annuncio nel quale chiede una mano per ripulire dalla neve il rifugio da lui gestito, offrendo in cambio vitto, alloggio, bevande, allegria e musica.
L'obiettivo? Aprire le porte al pubblico amante della montagna già a partire dal ponte del primo maggio, come d’altronde accade ogni anno da quando la gestione è affidata a lui. In più di 50 hanno risposto all’annuncio, dimostrando grande volontà ed entusiasmo nei confronti del gestore e in vista della riapertura.
“Sono stato su una settimana fa e c’era un metro e quaranta di neve. Sulle Alpi Giulie, nel gruppo dello Jôf Fuart, nevica un sacco anche se il rifugio si trova ad una quota relativamente bassa (a 1500 metri di altitudine ndr) - spiega Da Rin -. Ho condiviso sui social l’annuncio come ogni anno per riuscire ad aprire per primo la stagione; sabato 11 e domenica 12 con l’aiuto delle persone che mi hanno risposto, andremo a liberare l’acquedotto e la terrazza per riuscire ad avere l’acqua e a sistemare tutto in tempo”.
“La sensazione che ho quando sono lassù è che guardando giù verso valle, tutti i problemi restino laggiù - racconta al giornale Da Rin -. Da dieci anni gestisco io quel rifugio e ogni volta mi piace aprire presto perché la gente ha bisogno di andare fuori a camminare. Ho già fatto una lista di ventidue persone, ma mi avranno chiamato in 50 nel giro di un giorno, l’anno scorso sono arrivati anche due ragazzi da Pergine Valsugana”.
Il gestore, poi, prosegue spiegando che se potesse ci vivrebbe tutto l'anno al Pellarini: ''Mi è piaciuto vedere il cambiamento da dopo il Covid, le persone si sono riversate in massa in montagna, ma tutte con un bell’approccio. Inoltre, potendoci arrivare solamente a piedi, arriva per lo più solo gente con un certo tipo di pensiero. Le persone hanno capito che le gambe possono servire per camminare, muoversi e stare in ambienti sani”. E nel resto del tempo, quando il rifugio è chiuso? “Viaggio molto e poi sono diventato papà da due mesi; ho decisamente molto da fare adesso – racconta il responsabile -. Da quest’anno poi gestirò anche il rifugio Fratelli De Gasperi (nel comune di Prato Carnico ndr) e sarò sicuramente più presente lì, nel frattempo al Pellarini ci sarà una squadra di persone fidate”.












