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Foibe, la targa di nuovo danneggiata. Il commento più duro è dell'Anpi: "Atti demenziali di tipo seriale"

Il presidente dell'associazione partigiana Mario Cossali: "Si tratta di fissazioni schizofreniche travestite da un improbabile  aspetto ideologico, frutto della stessa mente malata". Prese di posizione anche di Bruno Dorigatti e Ugo Rossi

Pubblicato il - 30 ottobre 2017 - 16:10

TRENTO. "L’antifascismo non si smentisce mai e così dopo aver rubato, imbrattato e danneggiato la lapide che ricorda i martiri delle foibe, quest’anno i soliti noti hanno deciso di bruciarla". Ma a smentire le parole di Filippo Castaldini, leader locale di Casa Pound, è nientemeno che il presidente dei partigiani trentini.

 

"E’ la terza volta quest’anno che la targa per le vittime delle foibe viene presa di mira con atti vandalici. Nel 2016 era stata anche rubata - afferma infatti Mario Cossali - ma non credo che sia il caso di definire questi gesti come atti politici, per quanto sconsiderati".

 

L'analisi del presidente dell'Anpi è forse la più dura tra gli interventi di oggi dopo la 'sorpresa' dell'ennesimo danneggiamento subito dal cippo di largo Pigarelli, forse ancor più dura dei gruppi di estrema destra che da sempre sentono come 'loro' questo episodio della storia del Novecento italiano, usandola spesso e volentieri in contrapposizione alla lotta partigiana.

 

A proposito del cippo incendiato dice questo: "Si tratta di atti demenziali di tipo seriale  che non appartengono alla sfera del conflitto politico anche più estremo, si tratta di fissazioni schizofreniche travestite da un improbabile  aspetto ideologico, frutto della stessa mente malata".

 

"Il confronto politico e storico su quei tragici avvenimenti, pur spesso aspro, è un’altra cosa - osserva Cossali - ed è proseguito negli anni portando anche a dei significativi risultati comprendendo il dolore estremo delle vittime e il contesto storico nel quale si sono sviluppati, mettendo al bando le più odiose strumentalizzazioni".

 

Dura anche presa di posizione anche da parte del presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti, uomo di sinistra: "La semplice targa commemorativa di fronte al tribunale di Trento, omaggio alle vittime delle foibe, è dichiaratamente un monito contro il ritorno della barbarie e per la pace e la convivenza dei popoli".

 

"Ma nemmeno un appello come questo -sottolinea amaro - che ragionevolmente dovrebbe ottenere condivisione e rispetto di tutti, nessuno escluso, rimane invece esente dal vandalismo di chi dalla storia non ha imparato nulla".

 

"Ogni atto di vandalismo è da condannare - afferma invece il governatore Ugo Rossi - ma quando prende di mira simboli importanti del dolore collettivo lo è ancora di più. Il nuovo danneggiamento ai danni della targa che commemora le vittime delle foibe è un gesto dettato dall'ignoranza, che colpisce chi non può replicare e che la città respinge decisamente, così come respinge altre provocazioni gratuite e vigliacche".

 

 

 

 

 

 

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